Un’azienda nigeriana denuncia l’OLPC

OLPC LogoLagos Analysis Corporation (o LANCOR) ha annunciato di voler denunciare il progetto umanitario One Laptop Per Child, perché avrebbe violato la proprietà intellettuale tutelata da un brevetto registrato dall’azienda. L’accusa per OLPC è quella di aver intenzionalmente acquistato due tastiere nigeriane multilingua prodotte da LANCOR, con la sola intenzione di reingegnerizzare il codice sorgente dei driver al fine di utilizzarne la tecnologia negli XO, i laptop ultra-economici forniti dal progetto ai bambini più poveri, in varie parti del mondo.

La causa legale contro gli organizzatori del progetto è stata avviata in Nigeria la settimana scorsa, ma a quanto pare, l’azienda LANCOR intende fare causa anche oltreoceano negli Stati Uniti, dove il reverse engineering è considerato legale, ma la violazione di brevetti software è severamente punita a suon di milioni di dollari. A ridurre ulteriormente le probabilità di riuscita di una possibile battaglia legale sul suolo statunitense, c’è anche il particolare non trascurabile che il brevetto è stato registrato solamente nell’indice nigeriano e non in quello US.

Staremo a vedere cosa accadrà in corte. In ogni caso, c’è una certa (amara) ironia in questa storia, se si considera che il progetto umanitario ha tra i suoi scopi proprio quello di aiutare anche la Nigeria, per colmare il divario digitale che esiste tra il mondo occidentale e il Terzo mondo.

La vicenda evidenzia anche l’idiozia dei brevetti software che limitano l’innovazione, e la spostano dai laboratori di ricerca ai tribunali. Si sente davvero il bisogno di una riforma globale.

About Antonio Cangiano

Antonio lavora come Software Engineer & Technical Evangelist presso la IBM in Canada. È inoltre il direttore di Stacktrace.it, un internet marketing strategist, imprenditore del web, serial blogger, e autore di un paio di libri in inglese (recentemente Technical Blogging.) Puoi dare un'occhiata ai suoi progetti sulla sua homepage e seguendolo su Twitter.

Comments

  1. Questa notizia mi ha suscitato sensazioni contrastanti, da una parte tendo a tifare per OLPC perché ritengo possa costituire una grande opportunità per i paesi emergenti, dall’altra però credo che, se verrà realmente confermata la proprietà intellettuale, i diritti della società nigeriana vadano tutelati.

    A nulla vale il fatto che il progetto OLPC vada ad aiutare lo stato dove LANCOR ha sede ne tanto meno che il progetto sia volto ad aiutare popolazioni bisognose. Insomma il fatto di ‘fare del bene’ non giustifica una violazione dei diritti altrui, nemmeno se ‘altrui’ è una società con sede in un paese povero e che tale paese non brilla per il rispetto delle norme internazionali.

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