Google apre ad OpenID (quasi)

Sul blog di Blogger in draft è stato annunciato il supporto sperimentale di OpenID come opzione per i commenti sul servizio di blog hosting di Google.

Questa piattaforma ha storicamente offerto la possibilità di restringere i commenti a utenti autenticati, quelli della piattaforma stessa, ma sebbene questo meccanismo avesse indubbi vantaggi (limitazione dello spam, riduzione dei commenti anonimi etc) esso richiedeva che ogni utente si iscrivesse al servizio pur non avendo intenzione di usare la piattaforma per la pubblicazione del proprio blog.

La possibilità di utilizzare l’autenticazione OpenID apre le porte dei commenti su Blogger a chiunque abbia già un’identità di questo tipo, il che non include solo chi ha un sito self hosted, ma soprattutto i membri delle altre due maggiori piattaforme di blog hosting: LiveJournal e WordPress.com.

Va notato come gli sviluppatori di Blogger abbiano compiuto una
mossa molto intelligente proprio in questo senso, mostrando all’utente
l’opzione “Sign-in using LiveJournal/AOL/Wordpress/Any OpenID“, e non la sola opzione generica, il che dovrebbe contribuire a rendere accessibile il concetto di single-sign-on anche agli utenti meno tecnici.

Anche se questa funzionalità è ancora in sperimentazione, ed anche
se è relativa solo a una parte minuscola della piattaforma Google, essa
può essere vista come la prima mossa di Big G verso l’adozione di questo standard di autenticazione, il che avrebbe risvolti molto importanti.

Infatti, fino ad oggi Google non ha mai espresso intenzione di supportare OpenID (cosa che persino MicroSoft ha fatto, almeno a parole) preferendo offrire API per l’integrazione del proprio sistema di autenticazione. Tradotto, gli utenti sono miei e li gestisco io.

Se a Mountain View si decidessero ad adottare seriamente OpenID, ciò
sarebbe molto interessante per gli utenti esistenti del protocollo, che
avrebbero accesso a tutte le web app come Google Calendar, Reader o
Docs.

Ma non solo: il punto focale sarebbe il ritorno al motto “Don’t be Evil“,
la rinuncia volontaria alla vecchia mentalità per cui il valore di un
utente è tanto più alto quanto più esso è imbrigliato e controllato.

La bellezza di OpenID è proprio in questa cessione di potere
all’utente, ovvero il fatto che sia un sistema totalmente
decentralizzato e senza Grandi Fratelli che controllano i dati
personali.

In piccolo, i commenti OpenID su Blogger sono un passo in questa direzione, se son rose, fioriranno.

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