Uscita la Alpha 2 di Python 3.0


Il 7 dicembre è uscita la release Alpha 2 di Python 3000 conosciuto anche come Py3k e rilasciato come Python 3.0. Chi si occupa di informatica avrà sentito dire (e probabilmente avrà
detto lui stesso) centinaia di volte: “Ah, sarebbe molto meglio
ripartire da zero e rifare tutto da capo!”. Questo approccio è in
realtà spesso fallimentare, come sostiene fin dal 2000 Joel Spolsky.
Alla base di questa teoria c’è il fatto che tutti i programmatori fanno
molta meno fatica a scrivere del nuovo codice piuttosto che
interpretare quello già scritto e inoltre tendono a considerare il
codice degli altri (perfino quello scritto da loro stessi in passato)
peggiore del proprio. Il risultato di questo approccio fa sì che
talvolta si butti a mare un prodotto funzionante intraprendendo un
viaggio che non arriva mai a destinazione.

Netscape 5.0 non ha mai visto la luce, Perl 6.0 non si sa quando la vedrà, anche per questi due illustri esempi molti hanno superficialmente etichettato Python 3000 come Vaporware.
Niente di più sbagliato! Per due motivi principali: primo Python 3.0 è già vivo ed è stato rilasciato in Alpha 2, secondo non si tratta tanto di una riscrittura totale di un prodotto funzionante quanto di una correzione di alcuni errori di gioventù del linguaggio che Guido Van Rossum, il BDFL (benevolo dittatore a vita) di Python, ha voluto correggere una volta per tutte.

Questo approccio chiaramente introduce in Python 3.0 delle grandi novità ma anche qualche incompatibilità verso il passato, rappresentato dal filone Python 2.X (attualmente 2.5.1).
Il codice 2.X che smetterà di funzionare con 3.0 non sarà comunque moltissimo e in questo documento (in formato testo in inglese) sono elencate tutte le incompatibilità verso il passato.

Se lo desiderate potete vedere dal vivo Guido Van Rossum che presenta alla platea dei suoi colleghi di Google la nuova versione di Python.

Con il rilascio della prima beta, prevista per il 2008, seguirà un articolo su tutto quello che c’è di nuovo in Python 3.0.

About Marco Beri

Marco Beri si laurea in Scienze dell’Informazione nel 1990, periodo oramai definibile come la preistoria del settore. Il computer è prima di tutto un suo hobby e anche per questo si innamora di Python a prima vista nel lontano 1999, dopo aver sperimentato una ventina di altri linguaggi. Fa di tutto, riuscendoci, per portarlo nella sua azienda, la Link I.T. spa, dove dal 1997 occupa il ruolo di amministratore e responsabile dello sviluppo software. Riesce perfino a intrufolarsi come amministratore nella fondazione dell’associazione Python Italia. Incredibilmente pubblica anche diversi libri per Apogeo/Feltrinelli.

Policy per i commenti: Apprezzo moltissimo i vostri commenti, critiche incluse. Per evitare spam e troll, e far rimanere il discorso civile, i commenti sono moderati e prontamente approvati poco dopo il loro invio.