Il computer più fedele di un cane

aiboNavigare nel web è a volte una definizione troppo riduttiva perché di solito quando si naviga si sa dove si va e come ci si vuole arrivare. Per questo dirò che oggi mentre vagabondavo a cavallo del mio fidato browser sono capitato non so come su una pagina che racconta una storia davvero particolare.

Qualche anno fa in una webfarm come molti di noi ne hanno viste, piena di cavi e di server di ogni sorta, un computer proprietario che si occupava di processare e comunicare alle banche le transazioni con carta di credito, aveva cominciato a fare le bizze e sempre più spesso si bloccava brutalmente, senza nemmeno rispondere ad un semplice ping. Erik, l’amministratore di rete, puntualmente spegneva il computer quando si accorgeva del blocco. Putroppo però il servizio doveva essere attivo 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.

Il responsabile del dipartimento IT, Laura, indisse una riunione dove fu appurato che, visto che il contratto di supporto era scaduto da due anni e il budget era in quel momento esaurito, non c’era nessuna soluzione. A quel punto Erik, uscendo dalla riunione, esclamò scherzando: “Potremmo costruire un robot!”. La responsabile, alla maniera del pointy haired boss, l’inetto capo di Dilbert, lo prese in parola e gli chiese di farlo subito.
Erik, un attimo prima di confessare che stava scherzando, vide il suo pc che sputava fuori un dvd appena masterizzato e, dimostrandosi un vero hacker, ebbe un’idea geniale! Recuperò un vecchio pc, lo mise di fronte al server e, riciclando qualche vecchia rubrica telefonica, fece in modo che il cassetto del cd, aprendosi, andasse a premere il pulsante di reset del server bizzoso. Uno script che ogni due minuti effettuava un ping e, in caso di mancata risposta, aprisse il cassetto del cd, fece il resto.

Gli anni sono passati, Erik ha cambiato lavoro e, infine, il server difettoso è stato sostituito. Durante l’avvicendamento, il pc robot è stato spento, spostato in un angolo e quindi riacceso. Da allora, il vecchio e fedele pc, ha passato le ultime settimane della sua vita aprendo fedelmente ogni due minuti il cassetto del cd, nella vana speranza di spegnere un server che non era più lì.

Probabilmente questa storia — scritta da Jake Vinson su TDWTF — è frutto della sua fantasia, visto che non ho trovato altri riferimenti al nome della società (anche se l’autore potrebbe averlo camuffato di proposito) ma ad ogni modo è verosimile. Non so se avete visto il film “A.I. Artificial Intelligence” di Spielberg. Io sì e, pur non essendomi piaciuto molto, ricordo il sentimento di tristezza che mi aveva destato il robot bambino che per anni poneva la stessa domanda ad una statua aspettando una risposta che non sarebbe mai arrivata. Ebbene, me lo ha fatto tornare in mente proprio l’immagine di questo vecchio pc che imperterrito, fino alla fine, ha continuato ogni due minuti a cercare di premere un tasto oramai irraggiungibile.

About Marco Beri

Marco Beri si laurea in Scienze dell’Informazione nel 1990, periodo oramai definibile come la preistoria del settore. Il computer è prima di tutto un suo hobby e anche per questo si innamora di Python a prima vista nel lontano 1999, dopo aver sperimentato una ventina di altri linguaggi. Fa di tutto, riuscendoci, per portarlo nella sua azienda, la Link I.T. spa, dove dal 1997 occupa il ruolo di amministratore e responsabile dello sviluppo software. Riesce perfino a intrufolarsi come amministratore nella fondazione dell’associazione Python Italia. Incredibilmente pubblica anche diversi libri per Apogeo/Feltrinelli.

Comments

  1. =”(

  2. Grande Marco, ottimo articolo. Mi e’ anche spuntata una lacrimuccia…

  3. Davvero una splendida storia per geek!

  4. Io ci vedo una cosa… ogni tanto la gente usa la testa e non le gambe :D. Bella storia Marco!

  5. Bella storia… anche commovente.

  6. Mi hai fatto venire in mente una storia che avevo letto 7 o 8 anni fa: in una università americana un bel giorno si trovano a dover rimpiazzare il vecchio server di rete Novell con uno Windows, dato che il management ha deciso di passare al nuovo ambiente; solo che nessuno sa più dove sta il server, e in sala macchine sembra che non ci sia (notare che continuava a funzionare perfettamente); a un certo punto decidono di sollevare le lastre del pavimento e seguire i cavi, e scoprono che il server era in uno sgabuzzino che era stato murato un paio di anni prima…

  7. >Per questo dirò che oggi mentre vagabondavo a cavallo del mio fidato browser

    Dài, che stavi leggendo programming.reddit.com 🙂

    > (anche se l’autore potrebbe averlo camuffato di proposito)

    Si’, viene fatto su ogni articolo.

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