Zed Shaw scuote la comunità Ruby

Zed Shaw chiude il 2007 con una logorroica declamazione che non risparmia vittime tra le fila di sviluppatori Ruby e Rails. In un post storico, Zed ha lanciato più di 6000 parole come fossero fuochi d’artificio al fine di proclamare il proprio abbandono della comunità che lo ha reso celebre. Cerchiamo dunque di capire come si è arrivati a questo punto, chi è Zed Shaw, cosa c’è di veritiero nella sua critica, quali sono le reazioni del mondo Ruby e, soprattutto, se c’è una morale o una lezione in questa storia.


Matz
ha progettato Ruby con l’intenzione di creare un linguaggio orientato ai bisogni di chi lo usa per programmare, piuttosto che a quelli del computer. Sarebbe stato simile al Perl ma migliore, facile da imparare, leggibile, molto espressivo e soprattutto in grado di rendere la programmazione nuovamente piacevole e divertente per lo sviluppatore. La storia gli ha dato ragione, perché questo linguaggio arrivato dal Giappone senza pretese, si è diffuso in tutto il mondo ed è riuscito ad accaparrarsi schiere di fan pronti a difenderlo. Il design del linguaggio ha sempre preferito la produttività alle prestazioni, perché il suo scopo principale non era quello di essere veloce.

In un’epoca informatica in cui diversi linguaggi hanno adottato virtual machine con bytecode e compilazione JIT (Just-in-time), Ruby era rimasto (fino alla versione 1.8.6) con un interprete di tipo AST (Abstract Syntax Tree) e i green thread invece di thread nativi (posix thread). Nonostante ciò, la sua lentezza non è stata un grosso problema per diversi anni, si è sempre trattato di un compromesso abbastanza accettabile. Questo concetto fu espresso in maniera molto eloquente da John K. Ousterhout (padre del linguaggio Tcl) nel classico articolo “Scripting: Higher Level Programming for the 21st Century” quando nella conclusione scrisse:

Scripting languages represent a different set of tradeoffs than system programming languages. They give up execution speed and strength of typing relative to system programming languages but provide significantly higher programmer productivity and software reuse. This tradeoff makes more and more sense as computers become faster and cheaper in comparison to programmers. System programming languages are well suited to building components where the complexity is in the data structures and algorithms, while scripting languages are well suited for gluing applications where the complexity is in the connections. Gluing tasks are becoming more and more prevalent, so scripting will become an even more important programming paradigm in the next century than it is today.

Fino a circa quattro anni fa, Ruby era quasi del tutto sconosciuto al di fuori del Giappone. I primi libri in inglese erano sul mercato e il numero di persone interessate sempre crescente, ma Ruby non aveva in alcun modo raggiunto il tipping point che l’avrebbe reso così popolare. Ruby era lento ma per i più questo non era un dramma.

Con l’annuncio del web framework Ruby on Rails nel 2004, l’uscita di screencast che mostravano l’espressività del framework e una buona dose di marketing aggressivo da parte di DHH e il suo team, Rails è diventato ben noto nel giro di un anno, trascinando nel suo vortice di popolarità anche il più umile Ruby. Si trattava di una vera svolta per Ruby, che si era guadagnato finalmente la stima e la fama meritata.

Sarebbe una storia a lieto fine se non fosse per il fatto che la sua popolarità, ha imposto a Ruby di affrontare la sfida web con le stesse scarse prestazioni di sempre. Lanciare uno script sul proprio sistema ed aspettare due minuti per i risultati è un conto, ma lavorare in coppia con un web server per servire diverse richieste contemporaneamente, ha evidenziato la lentezza di Ruby e per certi versi palesato la sua inadeguatezza. Le frecce cominciavano ad arrivare troppo vicine a questo tallone d’Achille, creando l’immediata esigenza di trovare soluzioni accettabili.

Il progetto YARV (ora integrato in Ruby 1.9) cercava di fornire una virtual machine efficiente per Ruby. Allo stesso modo sono nate implementazioni alternative come JRuby e Rubinius, almeno in buona parte per risolvere lo stesso problema. Lo sviluppo di queste implementazioni era, per forza di cose, troppo lento per soddisfare i bisogni imminenti di applicazioni scritte con Rails. Si è fatto dunque tanto parlare di buone pratiche per il deployment di applicazioni web utilizzando il MRI (Main Ruby Interpreter) 1.8.x. Dinanzi al problema evidente, questa reazione pro-attiva non fu però la sola.

Il team di DHH e diversi sviluppatori Rails hanno preferito promuovere il “Throw more hardware at it”. Semplicemente aggiungi hardware se hai bisogno di migliori prestazioni. Apache con mod_ruby era inadeguato, allora in un primo momento si è suggerito l’uso di Lighttpd e fastcgi, tanto da includerlo come metodo di deployment raccomandato nella prima versione del libro di riferimento per Rails. La verità è che questa soluzione era appena accettabile per siti di medie dimensioni e creava diversi problemi per l’hosting condiviso, ogni qualvolta un riavvio di un’istanza di fastcgi era richiesto (cosa che capita molto spesso). Il problema persisteva dunque e la comunità Rails aveva disperatamente bisogno di una soluzione alternativa.

Qui fa la sua entrata in scena Zed Shaw. Zed decide di creare un web server chiamato Mongrel, veloce e stabile; un ottimo pezzo di software di cui andare fieri. Nel giro di pochi mesi, la comunità identifica in Mongrel il suo Sacro Grail. Si può lasciare che Apache, Lighttpd o Nginx servano i contenuti statici e facciano da proxy_balancer per un cluster di Mongrel (una serie di istanze di Mongrel che girano su porte diverse). Finalmente c’era una soluzione abbastanza elegante, funzionale e soprattutto scalabile che anestetizzasse i dolori del deployment di applicazioni scritte in Rails.

La seconda versione del libro di cui sopra raccomanda questo modo di deployment e ogni altra scelta è considerata ormai poco ortodossa. Se non fosse per Mongrel, un sito con il carico di Twitter non sarebbe stato possibile in Rails. Zed era di colpo il nuovo eroe della community. Oltre a Mongrel, Show ha anche individuato e contribuito alla risoluzione di diversi bug importanti in Ruby 1.8.x, permettendogli di essere più rapido ed avere prestazioni più consone sul web. Osservando l’indice delle persone più raccomandate dai propri pari presso il sito Working with Rails, Zed era primo assoluto anche prima di DHH. Come può allora tutto d’un tratto abbandonare la comunità che lo ha reso celebre e che lo apprezzato così tanto?

Nel suo lunghissimo rant intitolato “Rails is a ghetto“, che promette di allargare con un follow up, Zed mostra davvero un carattere alquanto singolare. Il tono è arrabbiato e in questo flusso di coscienza scurrile si fa fatica a trovare una frase che non sia volgare. Chi ha incontrato Zed può confermare che si tratta di una persona tanto brillante quanto arrogante. Credo però che la volgarità e l’arroganza non rendano il proprio messaggio più forte ma rischino invece di comprometterlo.

Avrei preferito vedere lo stesso disappunto espresso con un tono accettabile e civile per aprire un dialogo sulle tematiche esposte. Temo si tratti invece di uno sfogo libero di chi è stanco e arrabbiato e non ha intenzione di aprire alcun dialogo. Alcuni hanno avanzato l’ipotesi che si tratti di un teatrino, se così fosse Shaw non ha reso chiare le sue intenzioni e mi sento di escludere l’ipotesi, salvo forse qualche esagerazione voluta e facilmente individuabile. Passiamo dunque alla lettura (tra le righe), riassumendo brevemente i punti principali del suo discorso.

Zed parte subito mettendo in chiaro tre cose. Finora è stato zitto circa la stupidità e le cattiverie che ha incontrato nel mondo Rails, intende abbandonare Ruby per Python, Factor e Lua, e infine dichiara di essere esperto di arti marziali e voler pagare un ring per picchiare legalmente chiunque si permetta di minacciarlo. Sorvolando sull’infantilità di quest’ultima affermazione, entriamo nel merito del suo post. Se la prende dapprima con Kevin Clark, per via di una discussione in IRC circa le policy di gestione dei repository open source, prendendo spunto per indicare l’incompetenza di Kevin e in generale della comunità Rails:

This is exactly what makes Rails a ghetto. A bunch of half-trained former PHP morons who never bother to sit down and really learn the computer science they were too good to study in college. BTW, this is true about Kevin as he’s an English major or something stupid (and it shows).

Successivamente sostiene che Rails e Mongrel gli hanno rovinato la carriera. Infatti prima di Rails lavorava a progetti interessanti, mentre ora gli propongono solo lavori mal pagati per social network che secondo lui non hanno speranza, sottolineando la laurea in Business come prova della sua competenza nel predire il successo o meno dei progetti. Qui ci svela anche che per buona parte del 2006 non ha lavorato ed è stato praticamente senzatetto, con pochi lavoretti che spesso non gli venivano neppure pagati e se non fosse per Obie Fernandez che lo ha aiutato a trovare un lavoro, sarebbe finito a lavorare al McDonald.

La sua ira non finisce qui. Citando una conversazione avuta in IRC con DHH, ci racconta di come siamo stati ingannati. La popolarità di Rails sarebbe costruita su di una farsa, una bugia:

This one single statement basically means that we all got duped. The main Rails application that DHH created required restarting ~400 times/day. That’s a production application that can’t stay up for more than 4 minutes on average. […] I’ve ran servers that needed to be restarted once in a year. They were written in PHP, Python, Java, C, C++, you name it. Hell, I’ve got this blog on a server I’ve restarted maybe 10-20 times the whole year. Now, DHH tells me that he’s got 400 restarts a mother fucking day. That’s 1 restart about ever 4 minutes bitches. These restarts went away after I exposed bugs in the GC and Threads […] If anyone had known Rails was that unstable they would have laughed in his face. Think about it further, this means that the creator of Rails in his flagship products could not keep them running for longer than 4 minutes on average. […] Assuming his statements are true (which we may never know) he basically duped us all.

Per finire se la prende ancora una volta con l’incompetenza dei nuovi arrivati nella comunità Rails, con il mondo dei recruiter perché Google gli ha offerto una posizione da junior, e con i consulenti che sarebbero incompetenti e troppo costosi (attacca particolarmente ThoughtWorks). Sul finale fornisce dei consigli sul come assumere consulenti senza farsi fregare.

Zed ha davvero scosso la comunità col suo pezzo. In molti lo ignorano come lo sfogo di un lunatico asociale. Altri si sono divertiti per via del tono scurrile e sono perfettamente d’accordo con lui. Un terzo gruppo, che include anche me, cerca di trovare della critica costruttiva e analizzare i suoi principali argomenti. In una direzione o nell’altra dell’interpretazione, nei primi giorni di questo 2008 non si è parlato d’altro tra programmatori Ruby e Rails. La comunità dipende da Mongrel e fortunatamente, Zed ha deciso di fare la cosa più giusta ed affidarlo a un team di persone competenti, ora che lascia il progetto.

Circa la preparazione degli sviluppatori Rails c’è da dire che Zed ha abbastanza ragione. Ci sono moltissimi nuovi arrivati che infestano la mailing list con domande piuttosto banali che mostrano incompetenza non solo per il framework che stanno cercando di imparare, ma per la programmazione in generale. Il Settembre Eterno arriva sempre, non ci si può far nulla, soprattutto se consideriamo che questa è la stessa sorte capitata a Java alcuni anni fa. Questi newbie andrebbero aiutati o ignorati al limite, ma non ha senso prendersela più di tanto, visto che “gli idioti” come li definisce Zed ci saranno sempre nel momento in cui una determinata tecnologia inizia a ricevere un po’ di hype.

Allo stesso modo, i recruiter sono notoriamente incompetenti e c’è una certa mediocrità nel mondo della consulenza. Le mele marce ci saranno sempre, tra i programmatori e tra le aziende, ma questo è vero indipendentemente dal linguaggio di programmazione o il framework utilizzato. I suoi consigli che invitano ad essere cauti con i consulenti che si assumono, controllando i curricula individuali, sono però certamente molto validi per Rails e qualsiasi altra tecnologia.

Spiace sentire che non l’hanno trattato con il dovuto rispetto quando ha cercato di contribuire alla comunità. Allo stesso modo, sono dispiaciuto nell’apprendere che ha avuto seri problemi a trovare lavoro pagato decentemente, mentre molte altre persone si stanno arricchendo utilizzando Rails e Mongrel. Viene però da chiedersi se non sia la sua fama di persona scontrosa a precederlo.

Qui a Toronto, ricevo spesso offerte di lavoro a progetto (che rifiuto, essendo impiegato in IBM) per cifre che girano attorno ai 100-150 dollari l’ora, progetti importanti e stimolanti. Parlando con consulenti all’ultimo meeting di programmatori Rails sempre qui a Toronto, le altre persone condividevano esperienze simili e avevano talmente tanto lavoro da richiedere agli altri partecipanti di aiutarli a gestire le richieste dei clienti. Come è possibile che Zed, numero uno (fino a ieri) su Working with Rails, l’eroe di Mongrel e sicuramente molto più noto di me nel mondo Rails, non riesca a trovare lavoro e rimanga addirittura quasi senzatetto per buona parte del 2006? Possibile che si tratti solo di una questione di fortuna?

Temo che le risposte a questi interrogativi derivino da un’analisi del profilo psicologico di Zed, piuttosto che dalla sua preparazione tecnica, dal suo genio o dalla sua capacità di scrivere ottimo codice. Quale datore di lavoro assumerebbe una persona che è pronta a parlar così male di lui pubblicamente se il rapporto finisce male, mettendo a repentaglio la propria reputazione? Il mercato del lavoro non richiede solo tecnica. La professionalità è uno skill che racchiude diversi aspetti tra cui l’abilità di interagire civilmente con altre persone, senza arroganza ed evitando di lavare i panni sporchi in pubblico. Non è Rails a rovinargli la carriera temo, ma piuttosto la persona che vede riflessa nello specchio. Certo, un ragazzo così brillante tecnicamente troverà all fine un lavoro decente, nonostante il carattere e non importa quale tecnologia adotti, ma il suo atteggiamento rischia di diventare il suo peggior nemico.

Se l’attacco alla comunità Rails può essere giustificato, rimane poco chiaro il perché abbia ritenuto necessario abbandonare anche Ruby (forse per tagliare del tutto i ponti senza distinzione). Avrebbe potuto lavorare su Nitro, oppure Merb (un microframework basato su Mongrel), crearsi un proprio framework, o ancora semplicemente programmare in Ruby e non Rails. Tra Zed e le persone che, giustamente o meno, attacca nel suo “saggio”, ho come l’impressione che Matz, maestro di umiltà, si sia di colpo ritrovato tra prime donne contro la sua stessa volontà. Se l’impressione di Zed è minimamente corretta poi, Rails che ha fatto la fortuna di Ruby in un primo momento, rischia di rovinargli l’immagine, perché Ruby è alla base di quello che secondo Zed è un castello di carte. Sarebbe un peccato perché Ruby sa brillare di luce propria. Ho sempre creduto che i ragazzi di Django necessitassero di lezioni di marketing dal gruppo di DHH, ma inizio a pensare che è Rails ad avere bisogno di una buona dose di umiltà e ritorno alla realtà al di là di ogni hype.

Aggiornamento: Zed ha ora pubblicato la seconda parte del suo post.

About Antonio Cangiano

Antonio lavora come Software Engineer & Technical Evangelist presso la IBM in Canada. È inoltre il direttore di Stacktrace.it, un internet marketing strategist, imprenditore del web, serial blogger, e autore di un paio di libri in inglese (recentemente Technical Blogging.) Puoi dare un'occhiata ai suoi progetti sulla sua homepage e seguendolo su Twitter.

Comments

  1. E’ veramente un peccato che persone così competenti abbiano un tale caratteraccio.

    Credo, però, che ultimamente nell’opensource ci si stia fermando un pò troppo sui “pettegolezzi informatici”, scatenando poi episodi come questo.

    Sono del parere che serva più professionalità, magari lasciando indietro la competenza di qualche punto percentuale.

  2. “Chi ha incontrato Zed può confermare che si tratta di una persona tanto brillante quanto arrogante.”

    Non ho mai incontrato Zed, ma i pareri di chi l’ha conosciuto in giro a conferenze o ha avuto che fare con lui virtualmente, sono opposti: lo descrivono come una persona piacevole, gentile e dotata di senso dell’umorismo.

  3. Antonio, fai disinformazione. 🙂

    “e infine dichiara di essere esperto di arti marziali e voler pagare un ring per picchiare legalmente chiunque si permetta di contraddirlo”

    Zend dice, testualmente

    “I’ll add one more thing to the people reading this: I mean business when I say I’ll take anyone on who wants to fight me. You think you can take me, I’ll pay to rent a boxing ring and beat your fucking ass legally. Remember that I’ve studied enough martial arts to be deadly even though I’m old, and I don’t give a fuck if I kick your mother fucking ass or you kick mine. You don’t like what I’ve said, then write something in reply but fuck you if you think you’re gonna talk to me like you can hurt me.”

    La chiave per capire il senso del discorso di Zed è “You don’t like what I’ve said, then write something in reply but fuck you if you think you’re gonna talk to me like you can hurt me.”. E’ incavolato, ne ha piene le scatole di idioti che non avendo argomenti lo minacciano (cose tipo “non farti vedere alle conferenze che non ti conviene”), e quindi dice — parafrasando — “se dissentite scrivete e contraddicetemi; se mi minacciate fisicamente, beh dovete essere pronti a farlo per davvero, ma occhio…. Posizione che condivido in pieno…

  4. ludo, come spesso accade i pareri circa una persona sono discordanti. Zed ha una fama non troppo buona dal punto di vista caratteriale e questi post non fanno che motivarla.

  5. Prima di tutto quoto ludo. Quando lo abbiamo incontrato a RailsToItaly, non è sembrato assolutamente una persona arrogante, tutt’altro.
    Per quanto riguarda ciò che ha scritto, a parte alcune divagazioni, ha detto ciò che pensava e ciò che gli è capitato, senza mezzi termini. Il modo di dire le cose può piacere (o meglio può essere indifferente) ad alcuni, mentre ad altri può dare fastidio. Un po’ come succede con Beppe Grillo.
    Questo non esula dal fatto che se ciò che dice è vero, non può passare inosservato.
    Inoltre non penso che sia un problema da “analisi psicologica”, ma sia banalmente uno sfogo di una persona che scrive ciò che sente sul proprio diario personale (anche se in questo caso non è proprio così personale).

  6. Infine sono d’accordo con ludo anche per quanto riguarda “le arti marziali e tutto il resto”..

  7. @ludo: Grazie per la correzione, ho cambiato “contraddirlo” con “minacciarlo” così è chiarissimo e non distorce il senso della sua frase.

    @Matteo Nodari: Non conosco Zed di persona e magari è una persona fantastica, per carità. Però non è solo una questione di linguaggio. Nel suo post attacca delle persone pubblicamente e appare estremamente rude e non professionale. Come indicato nel mio post, ci sono degli elementi di verità che vanno apprezzati e analizzati, ma ciò non toglie che il suo approccio sia quanto meno discutibile.

  8. @Antonio: Infatti sono d’accordo che il modo possa dare fastidio, ma non sappiamo cosa in realtà ci sia dietro che ha fatto scatenare questa serie di accuse. Quindi penso che possiamo solamente prenderne atto e per il resto se la vedranno loro (fuori o dentro il ring 😉 )

  9. Antonio, premetto che non uso RoR (in realtà nessun framework per lo sviluppo web non essendo questa la mia professione) pertanto non sono al corrente di come sia o non sia effettivamente la comunità di RoR, però concordo con te quando citi il settembre eterno per RoR e del resto sembrerebbe trattarsi di una fase inevitabile per qualsiasi linguaggio/framework che dagli early-adopters comincia a guadagnare l’attenzione della “massa”, catalizzando sempre di più gente attirata dall’hype più che dalla reale comprensione.

    Invece parlando del rant di Zed, personalmente posso capire che la sua posizione lavorativa ed economica insieme alla moltitudine di ciarlatani con cui ha avuto a che fare e a chissà quali altre ragioni possano averlo portato al punto di rottura che si è palesato con quel messaggio sul suo blog, però sono altrettanto convinto che nulla sia dovuto e una persona non possa aspettarsi di essere trattata in maniera corretta e come un professionista quando la stessa non si è dimostrata tale, nel caso di Zed riportando il suo disagio con quei toni e quei modi. Può essere la persona più brava di questa terra, sia umanamente che tecnicamente, ma IMHO ha sbagliato e anche se il tutto fosse stato volutamente montato per trasmettere il suo messaggio in maniera il più pungente possibile… beh, ha scelto una strada che rischia di non venir compresa sortendo l’effetto opposto per i più. Ovviamente ognuno è libero di esprimere le sue idee quando e come vuole, ma poi deve essere anche pronto ad accettarne pienamente le conseguenze.

  10. Non condivido la questione lavoro, in fondo quali erano le sue pretese? In fondo come sottolineato nel post trovare lavoro non è difficile, bisogna vedere cosa significa mal pagato. Per il resto del post mi sembra ci sia molta confusione, nel senso è vero che non conosciamo i motivi che ci stan dietro, ma allora perchè pubblicare una cosa del genere, che senso ha?

  11. Questo post mi ha lasciato confuso. Nutrivo dei dubbi personali su Rails, che forse prima o poi esprimerò (o chiarirò del tutto). Ho incontrato Zed una sola volta e non posso dire di conoscerlo, però capisco il suo modo di esprimersi, e riesco facilmente ad andare al di la del linguaggio (che mi fa morire dal ridere, con capolavori del tipo “Jesus fucking christ on a goddamned pike you absolute mother fucking donkey dick sucking morons get a fucking grip!”) ed a capire le sue motivazioni. Mi resta solo un enorme dubbio: Will Rails go Enterprise? Ripeto: sono confuso. a volte meglio non conoscere i retroscena: probabilmente litigano pure in Ferrari, ma non lo sapremo mai, ed effettivamente un motivo c’è…

  12. Antonio,
    intanto ottimo post, lunghetto ma prezioso.
    Io penso che in queste cose la verità giusta la sappiano in pochi, come spesso accade.
    In ogni caso, QUEL tono del caiser non è MAI accettabile in una discussione di questo tipo.
    Secondo me lo rifiutano anche da McDonald’s 🙂
    BTW, spero che Ruby continui la sua luminosa strada senza fermarsi di fronte a questi episodi. Merita!

  13. Al di là delle esternazioni di Zed (giuste/sbagliate, sotto/sopratono, etc.), una lezione la si impara: Rails, imho, soffre di ECCESSO DI HYPE. Ormai si vedono un fiorire di libri, workshop, conferenze a tutto spiano che parlano di RoR. Personalmente non lo vedo come nulla di più di un _buon_ esempio di _buona_ programmazione, e spero con tutto il cuore che continui ad essere così…

  14. Sarà, ma fosse soltanto un esempio di buona programmazione non si spiegherebbero gli nmila cloni (tutti incompleti tra l’altro: named routes ? fragment caching ? polymorphic association ? model inheritance ? qualcuno ? No, le basi e poco più.).
    Detto questo Zed Shaw *è* una persona squisita, di una simpatia rara, e realmente preparata – al RailsToItaly mi ha ragionevolmente salvato il didietro, lo ammetto. E’ un tantinello sucettibile forse 🙂
    IMHO ha pisciato fuori dal vaso – vengono offerti social network su social network perchè sono i lavori ad oggi più frequenti (sul web – negli USA in special modo).
    Che si trasferisca in Italia, lo prendo io.

  15. Io sono stato al Rails To italy la prima conferenza italiana su Rails. C’era anche lui e il suo tono verso la comunità e tutto il resto non era decisamente quello.
    C’è da dire che il suo modo sopra gli altri nel dare le risposte si notava.
    Il fatto di questa esplosione d’improvviso mi sembra stoni con la sua presenza a Pisa nel mese di ottobre.
    Per quanto riguarda il fatto che abbia trovato problemi per trovare un’occupazione è da ricondurre ad altri motivi. In Italia rails è conosciuto da pochi siamo una comunità di nicchia ma i lavori non mancano e le collaborazioni sono all’ordine del giorno. Anche al RailsTo italy di pisa cercavano programmatori rails ruby perchè non ha alzato la mano ?
    Forse snobba la maggioranza delle offerte perchè vuole diventare leader in qualche progetto gigantesco.
    Dhh ha trascinato ruby ha creato rails, un framework, che ci fa divertire e appassionare e di conseguenza trascinando tutto ha trascinato dentro Zed rendendogli la fama che ha.Chi era Zed senza mongrel ?
    Se non trova lavoro perchè non viene in italia ?
    Prendo un pezzo della sua descrizione dal sito railstoitaly.org

    “Zed A. Shaw is best known in the Ruby world for creating the Mongrel web server and also for being an outspoken public speaker about all things that intersect computers, philosophy, society, and strangeness. He currently works as a Vice President at an investment bank making Ruby on Rails applications that make other people lots of money (if you don’t count how much it all costs). His latest project at savingtheinternetwithhate.com is slated to take over the world within the next 10 years, and he spends most of his free time tinkering on that from his tiny New York, NY apartment.”

    Un appartamento a new york ? Che si compri un bilocale a milano gli costa meno ! 🙂 Se cerca gente che lo paghi 200 euro all’ora 🙂 Beh i lavori non interessanti meli prendo io.

  16. @ngw
    Secondo me proprio perché è un esempio di buona programmazione (pragmatica nel senso profondo del termine) è stato – più o meno maldestramente – copiato in tante salse. Prima di una certa “diffusione” di RoR i vari progetti di framework in PHP (Seagull, CakePHP, Symfony, Prado, etc) erano tutti in uno stato “larvale”. Cmq concordo con te su un fatto: prima di RoR tante “buone pratiche” restavano sui libri….

  17. Hello, sorry for replying in english (I am from Brazil and I read your post through BabelFish 🙂 Good post, you think the same way I do: I don’t like the vulgarity that Zed used, but he raised good points. The bad thing is that because of the offenses, none of the accused will ever state some comment, which draws the accusations ineffective. I think this is counter-productive and it creates a barrier, makes ‘talking bad things’ a tabu. Now, whenever someone makes a constructive critic about Rails or someone, he will be labeled ‘Zed’s follower’. This is not good.

    I filtered the Zed Rant article in my blog, and I just posted an interview with Peter Cooper where I asked his opinions about this episode as well. I invite you all to read it.

    Thanks.

  18. stefano c. says:

    Il fatto che Zed di persona possa essere risultato gentile e simpatico non toglie che sulla rete il suo atteggiamento sia sempre stato quello di qualcuno estremamente pronto a “scattare” anche senza la minima provocazione, ad adottare toni rudi e polemici con una predilezione per gli attacchi ad-hominem. Probabilmente il suo grande problema e’ di essere di New York 🙂

  19. Michele Simionato says:

    Ripeto le tue sante parole, Antonio: “””
    Quale datore di lavoro assumerebbe una persona che è pronta a parlar così male di lui pubblicamente se il rapporto finisce male, mettendo a repentaglio la propria reputazione? Il mercato del lavoro non richiede solo tecnica. La professionalità è uno skill che racchiude diversi aspetti tra cui l’abilità di interagire civilmente con altre persone, senza arroganza ed evitando di lavare i panni sporchi in pubblico.”””
    Io personalmente non lo assumerei neanche
    se fosse l’ultima persona rimasta sulla
    terra.

  20. Nell’aggiornamento del rant è spiegata parecchia roba 🙂

  21. boh, io ho parlato forse qualche volta con zed su irc, visto che frequentava l’ambiente di nitro & ramaze, e mi è sempre parso cordiale e capace.

    Il rant non mi piace, però. Quali punti non sono stati già battuti da almeno quaranta blogger nell’ultimo anno, a parte queli personali?

  22. Cosa dite,
    questo Zed e` una persona normale che si diverte a dire cavolate nel suo blog. Tipo di sarcasmo che solo poche persone riescono a capire.
    “Don’t take it too seriously though, it’s all an act.”

  23. Penso che nessuno possa parlare male di Ara, nessuno che programmi in Ruby da più di 2 ore. Ripeto: sta pisciando abbondantemente fuori dal vaso, e un rant del genere sta dimostrando molto poco, se non che possiede e porta a livelli ben maggiori tutti i difetti che attribuisce agli altri.

  24. @AkitaOnRails: Bemvindo nesse sito! A majoria da comunidade ruby de Italia està aqui tanbem.

    @ TUTTI:
    Fabio Akita è attualmente uno dei massimi esponenti della comunità ruby brasiliana, per noi è senza dubbio un piacere averlo tra noi 🙂 !

  25. Disoccupato?? Senzatetto??!!

    La cosa mi sembra davvero strana… sarebbe interessante capire di più sulla vita di questa “mente” dell’informatica.

Policy per i commenti: Apprezzo moltissimo i vostri commenti, critiche incluse. Per evitare spam e troll, e far rimanere il discorso civile, i commenti sono moderati e prontamente approvati poco dopo il loro invio.