L’insostenibile leggerezza della legge

L’informazione in rete in questi giorni si è più volte occupata del famigerando — se non già famigerato — emendamento all’articolo 70 della legge sul diritto d’autore.

Il noto blog dell’avvocato Scorza descrive benissimo la situazione: non è tanto il sospetto che ci siano interessi dietro a questa norma, quanto la certezza della quasi totale incompetenza in materia dei nostri legislatori (ecco, l’ho detto!).

La modifica dell’articolo 70 all’origine dalla levata di scudi è la seguente:

“1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma.

Non è tanto la limitazione all’uso didattico o scientifico che lascia interdetti quanto i termini “bassa risoluzione o degradate“. A quello che è il mezzo di comunicazione del futuro, vengono incredibilmente tarpate le ali rispetto a ciò che è invece possibile fare via carta o via televisione.

Personalmente l’unica consolazione è la quasi certezza che una legge così assurda non può per definizione essere fatta rispettare: se ho delle immagini su un server virtuale americano? E chi definisce il grado di degrazione sufficiente? E se faccio pagare l’accesso al mio sito specificando che le immagini sono gratuite e consultabili senza pagamento?

Mah…

About Marco Beri

Marco Beri si laurea in Scienze dell’Informazione nel 1990, periodo oramai definibile come la preistoria del settore. Il computer è prima di tutto un suo hobby e anche per questo si innamora di Python a prima vista nel lontano 1999, dopo aver sperimentato una ventina di altri linguaggi. Fa di tutto, riuscendoci, per portarlo nella sua azienda, la Link I.T. spa, dove dal 1997 occupa il ruolo di amministratore e responsabile dello sviluppo software. Riesce perfino a intrufolarsi come amministratore nella fondazione dell’associazione Python Italia. Incredibilmente pubblica anche diversi libri per Apogeo/Feltrinelli.

Comments

  1. “Musiche degradate”. Prendo un MP3 a 192 kbps e lo ricodifico a 191. Ecco preparato un “MP3 degradato”, vocabolario alla mano.

    Non sono sicuro che la classe politica sia malata. Per sicurezza proporrei un’autopsia immediata…

  2. Marco, secondo me non è così male come sembra. Intendendo alla lettera il termine “degradazione” (e senza sentenze in merito non può che essere così), anche un encoding MP3 a 320kbs è da ritenere degradato rispetto all’originale. Quasi quasi colgo finalmente l’occasione e se esce l’emendamento apro anch’io il mio MP3 blog su blogspot…

  3. Sempre peggio…
    Non conosco la discussione in merito, nè tantomeno sono un giurista, ma trattandosi di una modifica ad un articolo di legge già esistente, escludo che ci possa essere un regolamento attuativo a tal proposito.

    Pertanto non è prevista (o sbaglio?) una definizione ‘tecnica’ di cosa si intenda con bassa risoluzione o degradazione (come dire: limite di velocità in autostrada: basta che vai piano…)

    Quindi? Sarei cauto nell’affermare che passare da un encoding a 192 a uno a 191 o da una jpg a compressione zero a una a compressione 1% sia conforme alla legge.

    Perchè tra ciò che sembra logico e ciò che viene giudicato corretto c’è di mezzo il magistrato e se non ci sono specifiche tecniche il tutto è rimandato al suo giudizio (personale peraltro, perlomeno finchè non ci saranno sentenza a far da giurisprudenza).

  4. Ah, leggendo meglio, ci sarà un ulteriore decreto (evvai, al solito, 300 leggi per disciplinare una cosa…) riguardante le specifiche dei limiti all’uso didattico e scentifico, speriamo che in quel decreto disciplinino anche i termini bassa risoluzione e degradazione. In caso contrario, fra qualche anno metteranno una nuova pezza e poi un nuovo decreto con queste specifiche.

    Sigh.

  5. Queste son le cose che prima ti fanno venire voglia di usare hosting in un altro paese e poi ti passare la voglia di stare a vivere in Italia del tutto. Mi spiace un sacco, qualcuno ha anche solo idea di cosa si possa fare in concreto per fermare leggi simili?

  6. Queste son le cose che prima ti fanno venire voglia di usare hosting in un altro paese e poi ti passare la voglia di stare a vivere in Italia del tutto. Mi spiace un sacco, qualcuno ha anche solo idea di cosa si possa fare in concreto per fermare leggi simili?

  7. L’hosting in un altro paese non sono sicuro, ma credo che non sia così “sicuro”, nel senso che rimane comunque legalmente colpibile la persona fisica. Correggetemi se sbaglio.

    In concreto piacerebbe comunque sapere anche a me come fare.

    In ogni caso, in italia rimarremo un “popolo di furbi”, se le leggi ci costringono ad esserlo. Anche in questo caso, personalmente se mi capiterà seguirò il profilo descritto da Ludo. Un MPEG1 Layer 3 *è* una forma degradata. Così come un JPEG.
    Se non fosse degradata abbastanza rovinerò l’ultima fila di pixel in fondo.

    Sono curioso di vedere le “specifiche” del termine “degradata”…

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