Pensando al futuro

L’essere umano è caratterizzato da una necessità naturale di esprimersi, informarsi, comprendere e comunicare liberamente. “[…] fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” diceva, con parole eterne, il Sommo poeta. Il progresso dell’umanità è stato fortemente agevolato dall’abilità di soddisfare questa esigenza. Si pensi ad esempio all’impatto che ha avuto l’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Johannes Gutenberg. Il trionfo di un’idea, la multiplicatio librorum, ha agito da catalizzatore per il Rinascimento e la Rivoluzione scientifica, ed ha trasformato per sempre il corso della storia. In fondo, la stampa non ha fatto altro che agevolare il processo comunicativo e la diffusione di informazioni. Ma le conseguenze sono state inimmaginabili ed hanno accelerato come non mai lo sviluppo della civilizzazione umana.

In tempi più recenti radio e televisione hanno avuto un peso decisivo nella trasformazione ed evoluzione della società industrializzata. I vantaggi apportati da questi nuovi metodi di comunicazione sono stati però sminuiti dalla controllabilità del mezzo. In altre parole, l’informazione è stata quasi del tutto centralizzata e decisa a tavolino da coloro che erano in possesso del mezzo, dalle autorità che lo regolavano e spesso, in ultima analisi, dai governi. Questi mezzi sono in fondo degli strumenti potenti per influenzare le opinioni e il comportamento di un grande numero di persone nella società di massa. Si pensi ad esempio alla propaganda che manipola il punto di vista dell’informazione, o la distorce del tutto, al fine di influenzare il pubblico. La storia dell’umanità è ricca di episodi nei quali l’esigenza di comunicare, esprimersi ed informarsi è stata in ogni modo ostacolata da vari gruppi di potere con interessi speciali, siano essi politici (da parte di regimi totalitari), religiosi o di altra natura.

La diffusione dei computer e di Internet ha segnato l’inizio di una rivoluzione che per certi versi è simile a quella della stampa. La rete permette la libera comunicazione e la condivisione di informazioni in maniera decentralizzata da parte di chiunque, su scala mondiale. I computer ed Internet hanno permesso l’avvento dell’era dell’informazione che stiamo vivendo. Nonostante la sua abbondanza, l’informazione è, oggi più che mai, un bene prezioso. La società è infatti passata dal paradigma di produzione dei beni a quello della creazione, gestione e manipolazione delle informazioni.

Quando parliamo di Information Technology ci riferiamo all’insieme di tecnologie (hardware e software) che ci permettono di trasmettere, proteggere, immagazzinare, processare e recuperare l’informazione. In un certo senso, noi che lavoriamo nel settore IT abbiamo il privilegio di essere dei moderni Gutenberg con una grande responsabilità verso la società e il progresso umano. Sarà forse una prospettiva parziale, ma credo che ogni passo intrapreso verso il miglioramento dell’IT abbia un’eco profonda nella società, al di là di ogni aspettativa iniziale.

Le parole possono cambiare il mondo; spesso ciò che facciamo conta più di quanto crediamo ed è con questo spirito che, due mesi fa, nasceva Stacktrace.it. Come accennato precedentemente, in redazione siamo tutti molto soddisfatti delle reazioni osservate finora, delle statistiche rilevate e del gruppo tecnico che costituisce il nostro pubblico. Siamo anche felici di notare che le argomentazioni non finiscono con il punto finale di una notizia o di un articolo. I contenuti forniti dal nostro team danno solo il La per i vostri commenti che arricchiscono la discussione e rendono notizie ed articoli più interessanti e completi.

Dopo due mesi, un centinaio di notizie e quasi una trentina di articoli pubblicati vale la pena di fermarci un attimo a riflettere circa il futuro di Stacktrace.it, in modo tale da cogliere sin da subito il suo potenziale. Il progetto è stato finora gestito in un modo che definirei Open Source, con decisioni piuttosto democratiche e “aperte” all’interno del team. Persino gli strumenti utilizzati sono stati quelli tipici dei progetti Open Source (Mailing List, Trac, SVN, eccetera). Mi piacerebbe dunque estendere questi principi e coinvolgere maggiormente i nostri lettori nel processo decisionale e nella promozione del sito stesso.

Il sito ha mostrato una crescita “organica” piuttosto soddisfacente, ma i numeri e gli argomenti trattati indicano il possibile rischio di creare una élite, l’equivalente moderno ed IT dei salotti bene. Non che vi sia nulla di male nell’avere una cerchia ristretta di persone che si confrontano su argomenti tecnici, ma tra gli scopi principali del progetto c’è sicuramente il desiderio di creare un forte impatto sul mondo IT italiano tramite la divulgazione di contenuti tecnici. Per ottenere questo fine è bene mantenere lo stesso livello qualitativo adottato sinora, ma è anche necessario raggiungere un più ampio pubblico. Osservando le categorie proposte dal sito noterete che rappresentano il mondo IT da diversi angoli, ma solo la categoria Programmazione è stata fino ad ora trattata adeguatamente. L’IT non è soltanto programmazione e la programmazione stessa non è soltanto Ruby e Python.

Là fuori c’è un mondo cosiddetto mainstream che ha bisogno più di tutti di cambiamento e influenze positive per migliorare. Linguaggi come Java, C#, PHP e C++ sono ancora molto comuni ed utilizzati da schiere di programmatori a tutti i livelli, in Italia e nel mondo. Discostandoci un attimo dai linguaggi, argomenti come gli algoritmi, i database, il data mining, l’intelligenza artificiale e le metodologie di sviluppo sono fondamentali per avere un impatto significativo nel futuro dell’IT italiano. Anche al di là della programmazione c’è poi un intero mondo da esplorare, a partire dalle reti, i sistemi operativi, i software applicativi, le telecomunicazioni, i dispositivi mobili e così via.

Abbiamo bisogno di espandere gli orizzonti correnti e allocare spazio per una maggiore varietà di argomenti che ci renda più “onnivori”. Chiedo perciò il vostro feedback su tre livelli. Per iniziare, quale tipo di argomenti vorreste vedere trattati nel sito e quali pensate debbano essere lasciati fuori? Secondo, che livello e modalità di divulgazione preferite? Siete interessati a materiale introduttivo e tutorial step-by-step, o preferite soltanto una trattazione piuttosto avanzata? Cosa ne pensate dell’opzione podcast e screencast? Gli articoli al momento sono presentati come pagine (X)HTML. Vi interessa averli in PDF (per la stampa) o altri formati per ebook reader?

Per finire, e questo è forse l’argomento più importante, vorremmo iniziare una campagna di promozione del sito per raggiungere le tantissime persone che ancora non ci conoscono. Per cui siamo a caccia di idee per promuovere efficientemente il sito col vostro aiuto. Dal semplice passa parola con i vostri colleghi, amici e conoscenti, alla distribuzione di volantini nelle bacheche universitarie, nei computer lab, nelle biblioteche e così via. Per trattare gli argomenti di cui sopra avremo bisogno di nuovi autori e collaboratori. Se avete idee che non richiedono budget sostanziali, fatecelo sapere perché vogliamo davvero sentire la vostra opinione e coinvolgervi nell’allargamento e la diffusione del sito. Apprezzeremmo moltissimo il vostro input che potete lasciarci nella sezione commenti, nei vostri blog o privatamente via email.

Il futuro di Stacktrace.it dipende fortemente dalla comunità che vi gravita attorno e la nostra piccola rivoluzione ha bisogno di linfa vitale. Quella linfa siete voi.

About Antonio Cangiano

Antonio lavora come Software Engineer & Technical Evangelist presso la IBM in Canada. È inoltre il direttore di Stacktrace.it, un internet marketing strategist, imprenditore del web, serial blogger, e autore di un paio di libri in inglese (recentemente Technical Blogging.) Puoi dare un'occhiata ai suoi progetti sulla sua homepage e seguendolo su Twitter.

Comments

  1. Ottimo l’inizio, condivido praticamente in pieno – a parte la multiplicatio librorum che è esteticamente brutto da usarsi.

    Riguardo al resto, per come la vedo io ci sono fin troppi siti pieno di materiale introduttivo su questo o quell’argomento. E’ comunque importante disporne ma il 90% delle volte il materiale avanzato non c’è o è disponibile solo a chi si registra a questo o quel sito (cosa fastidiosissima per un visitatore casuale che non ha certo voglia di farsi coinvolgere in una cosa di cui nove su dieci poi si dimentica in cinque minuti).

    Di questo sito ho apprezzato moltissimo le soluzioni ai problemi del progetto Eulero non perché mi siano state particolarmente d’aiuto – dato che i problemi non sono difficili ed è molto più divertente risolverseli che leggere la soluzione – ma perché è il modo giusto di porsi in un panorama oberato di tromboni che danno fiato alle corde vocali per il gusto di farlo. Effettivamente nel momento in cui ho aggiunto questo feed all’aggregatore ho intravisto qualcosa di più del solito blog di programmazione e tecnologia e continuo a vederlo in potenza – e proprio quella frase su algoritmi, intelligenza artificiale e tutto il resto ha riacceso in me la speranza.

    Purtroppo questi sono anche argomenti che l’elite se la generano perché sono temi percepiti più come accademici che pratici e quindi secondo me una cosa estremamente importante è fare buona divulgazione, far capire che non è pura accademia ma che anche il più astruso parto dell’IA – per dire – si applica alla soluzione di problemi estremamente concreti e lo fa con una potenza, eleganza e facilità talvolta disarmanti.

    Argomenti dentro-fuori non ne vedo perché continuo a ripetere che vedo in questo stacktrace.it una potenzialità enorme che va gestita saggiamente.

    Per finire, il PDF secondo me è un’opzione simpatica, dato che si fa sempre un po’ fatica a stampare decentemente dal browser (nonostante veda che qui si fa corretto uso dell’apposito foglio di stile). Con decentemente intendo la decenza tipografica, non la decenza della mera intelleggibilità.

    Spero di non essere stato troppo confuso -.- e chiudo con una constatazione: sembra che quando si parla di Java, PHP, C++ ci sia appena un velo… non dico di schifo ma sembra che il tono della frase fosse denigratorio, come per dire “sì, vabbè, ma a noi ci piace Ruby”. Io uso PHP e C++ per lavoro e per passione, Java un po’ meno… e imparando Ruby o Python non ho sentito affatto il bisogno di sostituirli a PHP e C++, per dire. Ecco tutto.

  2. Ho iniziato a seguire stacktrace per curiosità ed ora me lo ritrovo tra i miei feed quotidiani. Ho subito apprezzato l’impostazione rigorosa e formale degli articoli proposti ed il linguaggio snello e diretto. Un buon modello a cui stacktrace potrebbe ispirarsi per redigere i futuri articoli (riguardo i contenuti ovviamente) potrebbe essere il sito di ibm developers, in cui sono presentati concetti pratici e mai banali. Per quanto riguarda i linguaggi di programmazione, beh, voi proponete una soluzione, poi gli utenti possono implementarla in ciò che vogliono. Ovvio che se doveste scrivere un articolo sui SO magari con qualche esempio con condition variables e quant’altro forse il C è l’unica scelta, credo nel fatto che, a parte tutto, ogni linguaggio svolga meglio il proprio compito in determinati ambiti. Comunque complimenti a tutta la redazione, saluti,
    Mattia

  3. Come da copione, subito i complimenti per questa pubblicazione che, nella sua bella aperiodicità, mi regala quel quarto d’ora di informazione e riflessione e, di seguito, la risposta alla vostra richiesta di feedback.
    Trovo interessante stacktrace principalmente per un motivo: l’orientamento verso un pubblico di “addetti ai lavori”. So che questa motivazione porta, di conseguenza, alla definizione di “salotto buono” in cui le discussioni sono riservate ad una ristretta cerchia di utenza e l’informazione è riservata a chi ha le basi per comprenderla ma la mia opinione è che sia questo il punto d’onore che distingue questo blog da altri mille presenti in rete e che io, dispregiativamente, chiamo i “Novella 2000 dell’informatica”. D’altro canto, siamo chiari, in un momento come questo in cui l’esplosione delle nuove forme di comunicazione è già avvenuta (riallacciandomi al discorso di Gutemberg), l’unico modo che esiste per ottenere una fettina nella torta dei potenziali lettori, e’ specializzarsi e declamare, attraverso gli argomenti trattati, “io sono il blog fatto apposta per te”. Comprendo il vostro punto di vista che si basa sulle statistiche presentate da webalizer e che, molto probabilmente, ha un picco ogni qualvolta il tema trattato all’interno di un vostro articolo è di interesse generale piuttosto che tecnico, ma sostengo che, a lungo termine, la politica che può dare risalto a questo sito sia quella di una forte focalizzazione e penetrazione negli ambiti tecnici. Questo, per rispondere ad una delle vostre domande, non significa necessariamente la descrizione minuziosa e la pubblicazione di freddi e sterili report tecnici sulle ultime tecnologie, anzi, un buon punto di partenza potrebbe proprio essere una visione personale quando non proprio “emotiva” dell’argomento che si sceglie di esporre. Se l’obbiettivo è l’aumento dell’utenza, allora rivolgetevi a quella nicchia inesplorata che deve, giocoforza, scegliere di come impiegare il tempo dedicato all’aggiornamento tecnico e puntare sull’interesse che può suscitare un articolo di approfondimento rispetto al mero riportare di qualche notizia che sta rimbalzando in rete.
    Per quando riguarda le modalità di diffusione direi che, in modo molto personale, tenderei a scartare i pdf con la motivazione che ultimamente io ho smesso di utilizzare la carta come mezzo per il trasporto di informazioni e, allo stesso modo escluderei il podcast che, a meno che qualcuno non voglia ascoltarsi gli articoli di stacktrace in metropolitana, mi pare ridondante e meno comodo della semplice lettura della pagina web. Punterei molto invece sullo screencast: a volte avere una descrizione visiva di come ottenere un determinato risultato può essere veramente utile nel percorso di comprensione.
    Questi sono i miei proverbiali 2 eurocent di contributo per il miglioramento di quella che è una pubblicazione che, tutto sommato, mi piace e che vorrei vedere proseguire nella strada che è stata tracciata fino a questo punto.
    Concludo rinnovando i miei complimenti e inviando un saluto a tutta la redazione.

  4. Innanzitutto rinnovo i miei complimenti per la vostra iniziativa, che trovo davvero competente e interessante.

    Passando ai commenti, penso che la pubblicazione di qualità debba per forza di cose rivolgersi un po’ ad un’elite di appassionati che sono in grado di comprendere i temi trattati: è particolarmente interessante vedere che avete voglia di trattare algoritmi più “sofisticati” quali gli algoritmi, il data mining, l’intelligenza artificiale (e io aggiungerei anche video e image processing…) e penso sia una strada foriera di ottimi risultati. E noto con piacere che avete pensato di estendere le vostre trattazioni anche a linguaggi più usati, e sicuramente questo potrà portarvi nuovi e appassionati lettori.

    La divulgazione di bassa lega è fatta da tanti altri siti più o meno scadenti, penso che dovreste concentrarvi su ciò che state già facendo, ovvero sul confine tra ciò che è semplice e conosciuto e ciò che è innovativo.

    Per quanto riguarda i formati, penso che il sito vada bene così come: PDF, podcast e screencast sarebbero solo un’utile caratteristica, ma di certo non rappresentano una novità imprescindibile.

    Per quanto riguarda la pubblicità… boh non so aiutarvi se non con il mio passaparola!! Magari potreste provare il viral marketing… 🙂

  5. Argomenti: metodologie di sviluppo (con possibili esempi di casi di interesse), tendenze (in particolare: mobile & TLC, semantic web).

    Livello: sia step-by-step (magari non proprio per newbye…) sia trattazione. Comunque “mai” abbassare il buon livello qualitativo…

    Modalità: XHTML va benissimo.

    Screencast? +1!

  6. unwiredbrain says:

    Io sono più propenso per gli articoli molto matematici. Mi piace in maniera particolare il “taglio” imposto, semplice, diretto, chiaro e mai banale.
    Da domande molto semplici soluzioni interessanti. Semplicemente perfetto.

    Mi piacerebbe molto vedere anche più articoli legati alla sfera Internet / Web / Servizi.

    Così come mi piacciono moltissimo gli approfondimenti riguardo le reti ed i protocolli.

    Lo studio di linguaggi di programmazione fuori dal “comune senso di linguaggio di programmazione”, come i due articoli su Scheme, mi sono sembrati ciliegine sulla torta 🙂

    Gli articoli in PDF? Non è male come idea.
    Avrei piuttosto qualche appunto per il foglio di stile per la stampa.

    Per il resto, siete dei grandi. Chapeau.

  7. Dimenticavo: screencast sì ma solo quando necessario.

  8. Io sono più propensa a quello che avete definito un pò brutalmente blog di élite… Se seguo questo sito è proprio perché nel mio feed reader è l’unico blog in cui non trovo articoli “doppioni”. Avere un pubblico più ristretto non vuol dire avere un pubblico di minor qualità. Per quanto riguarda gli argomenti, personalmente mi interessano gli articoli su metodologie di sviluppo, algoritmi, problematiche riguardanti linguaggi vari. Da tenere in considerazione anche tutorial step by step perché no 🙂

  9. @Morpheu5: proponi un articolo su PHP e/o C++ 😀

  10. Ho seguito stacktrace.it praticamente dall’ inizio e devo dire che condivido il taglio e gli argomenti trattati. Sono dell’ idea che il livello dovrebbe comunque mantenersi da medio ad avanzato perche’ i tutorial for beginners non mancano certo da altre parti, mentre tipicamente e’ difficile trovare del buon materiale di approfondimento
    Ho apprezzato gli articoli sui problemi del progetto Eulero e spero che continuino. Mi piacerebbe una sezione “puzzle” o qualcosa del genere dove si potrebbero affrontare
    giochi tipo tictactoe, sudoku, scacchi e quant’altro seguendo approcci diversi allo scopo di dimostrare vari tipi di algoritmi di ricerca di una soluzione (ricorsione e backtracking ma anche algoritmi genetici e perche’ no swarm computing e reti neurali)
    Sarei interessato anche ad approfondire i linguaggi funzionali (e in particolare Erlang)
    Qualche consiglio su eventuali altri argomenti:
    piattaforme di sviluppo su mobile (OpenMoko e soprattutto Android tra quelle open.)
    Intelligenza Artificiale (stato e prospettive)
    Programmazione ad agenti
    Motori di ricerca semantici
    Reti di sensori (zigbee)

  11. per quel che riguarda elitarismo/mainstream, imo non è che il punto sia diventare “popolari” con l’articoletto su hello world in java.

    Ma c’è una marea di programmatori Java con cose interessanti di cui parlare (hadoop, per dirne una), ancora non raggiunti da ST.

    Come si fa a trovare i microsoft MVP che abbiano voglia di parlarci di LINQ, i C++isti per spirit e così via dicendo ? Non è che c’è qualcuno tra gli altri lettori o tra gli amici? 🙂

  12. Alessandro says:

    Fino ad ora non ho ancora trovato un blog così dannatamente interessante, se posso suggerire un argomento: i Design Pattern. Buon lavoro.

  13. L’apertura eccessiva comporta di concerto una relativa “massificazione”.
    Non dico che ciò sia controproducente ma entrerebbe senz’altro in contraddizione con lo slogan “aperiodico di resistenza informatica”: certo non webzine di “elite”, ma sicuramente non prodotto limitato a mere segnalazioni o pezzi relativi alla stampa di “Hello word” in JScript.
    Gli approfondimenti sono necessari per non scadere nella banalità.
    Come già sottolineato da altri, la rete è piena di siti e sitarelli che parlano di tutto e di niente nel campo dell’informatica.
    L’importante è definire il proprio target: se deve essere quello degli sviluppatori, ben venga, ma con giudizio. A 360° ? Senz’altro, ma senza scontentare nessuno: sia il principiante che l’esperto.
    Si agli ScreenCast (ne sono da tempo un forte sostenitore): direi di no a tutto il resto.
    Per quanto riguarda la divulgazione, il prodotto è assolutamente soddisfacente e, proprio in virtù di questo, mi sto impegnando il più possibile a diffonderne il nome.

    Sulle collaborazioni inerenti ad altri linguaggi di programmazione, se lo riterrete opportuno, posso offrirvi il mio contributo.

    In bocca al lupo per tutto.

  14. Propongo un tema abbastanza specifico…Django Best Practices.
    Per fare un esempio qualcosa tipo The Rails Way solo orientato verso Python/Django.

    Secondo voi questo tema è già approfondito in altri blog/siti o nella stessa documentazione?

  15. @Cristiano: scrivici con la tua proposta!

  16. @Lawrence Oluyede: lo farò senz’altro 😉

  17. Premetto che sono un non-pro che si è reinnamorato della programmazione grazie a ruby, al web e all’AI.

    Per quanto riguarda gli argomenti a me interesserebbero 2 filoni:
    1) articoli tecnici su linguaggi e tecniche di programmazione;
    2) articoli introduttivi a tecnologie nuove o poco note (ad esempio mi interesserebbe un’introduzione al cloud computing, al grind computing in generale e a tutto ciò che è AI…)
    3) inoltre eviterei di trattare argomenti prettamente consumer e di gadget a meno che non rappresentino vere rivoluzioni tecnologiche.

    Riguardo il livello: per i meno esperti preferirei articoli introduttivi ad una determinata tecnologia (nuova o poco nota) con abbondanti link alle risorse inevitabilmente già presenti in rete. Invece i tutorial e gli how-to sarebbero da concentrare su argomenti specifici medi e avanzati che vengono trattati molto meno in rete.

    Per il formato personalmente mi sarebbe sufficiente XHTML e una versione in PDF.

    Per quanto riguarda la diffusione penso che nulla conti quanto il valore e la qualità del contenuto, che già caratterizza stacktrace, ed è il motivo per cui mi sono abbonato RSS.
    E se si vuole ampliare la distribuzione sono fondamentali gli articoli introduttivi pieni di risorse, dei riferimenti per il programmatore alle prime armi con una determinata tecnologia.

  18. 1) Stacktrace per sua natura non è e non potrà essere mai una rivista “di massa”, oppure solo a lungo termine (anni)

    La programmazione avanzata non può essere di massa. I tuoi collaboratori sono tutti elitari, sono probabilmente fra i migliori in circolazione in Italia (e anche all’estero, come sai).

    Questo è come per qualsiasi campo dello scibile. Prendi le scienze orientali: la New Age è di massa, la filologia sanscrita è elitaria. L’astronomia babilonese o indiana è elitaria. E così via.

    2) Se vuoi una rivista di massa, prendi spunto da PI. Ma la vuoi? E la volete? E’ nata così?

    3) E comunque il concetto di “massa” in Italia è molto relativo, non credo che esista un blog, a parte quello di Grillo e *qualche* nanopublisher, che abbia crife di massa. Ah sì forse i blog/riviste sui programmi TV.

    4) Ampliare, certo, questo sì, nei contenuti.
    Ma se Stacktrace è per programmatori veri, già formati, non credo che il tono/stile possa essere più leggero di così. Di tutorial in giro ce ne sono a josa.

    5) In due mesi caro direttore mi pare che le cose siano già molto avanti, siete già molto conosciuti. Due mesi sono pochi per tutto. In due mesi un bambino in pancia è ancora un feto, pensa tu…
    😉

  19. Per quanto riguarda il farvi conoscere, concordo con gli altri interventi: siete conosciuti abbastanza, linkati più di quello che potete calcolare dai backtrace segnalati da blogbabel, all’url usata in questo post (es: il link che ho messo sul mio blog verso il vostro, non è presente, su blogbabel – sì, lo so che un post sarebbe meglio, per voi… 😉 ).
    Non credo che il livello di chi vi segue sia solo elitario (lo dico conoscendo persone che vi seguono).
    Credo, invece, che il problema sia l’ambito trattato, come correttamente ipotizza Cangiano in questo post.
    Java e .NET, ma soprattutto i sistemi, i framework, le architetture indotte da questi due mondi, i prodotti Open Source che li supportano e ne scandiscono l’evoluzione temporale, sono di gran lunga più seguiti di Ruby & company (non ‘ancora molto comuni’, come scrivete, ma ‘in assoluto i più diffusi e richiesti – soprattutto da aziende medio-grandi’, come ben viene evidenziato, oltre che dall’esperienza diretta, anche da una prova, da voi stessi suggerita in http://stacktrace.it/2007/12/i-linguaggi-di-programmazione-piu-popolari-in-italia-nel-2007/ , provando a confrontare direttamente, negli ultimi 12 mesi java, .net, perl, ruby, python, php – il risultato è impietoso, ma abbastanza ovvio, dato che i linguaggi di scripting sono ottimi per attività sistemistiche o realizzazioin leggere e veloci, ma un po’ meno in altri ambiti – e non parlo del solo problema della manutenzione indotto da linguaggi noti per essere ‘write-only’ come il Perl; ‘la programmazione stessa non è solo Ruby e Python’ dite: mi verrebbe da dire che, anzi, tende ad essere ben altro…).
    Secondo me dovreste provare a mantenere questo livello, spostandovi su quegli argomenti, senza cadere nel tutorial – non se ne può più, di step-by-step, ne è pieno il mondo, spesso con gli stessi esempi -, come accennava qualcuno in un commento precedente.
    Architetture e metodologie, più che linguaggi e micro-trend del momento.
    Mi aggiungo ai Design Pattern, ma nell’utilizzo pratico, su progetti complessi, non ripetendo Gamma o i blueprint di SUN: quelli li hanno già letti tutti.
    Altro esempio: avete sfiorato PostgreSQL in uno dei recenti post, evidenziandone il livello qualitativo. Quello degli (O)RDBMS potrebbe essere un altro ramo di interesse. Soprattutto se confrontato (come mi è capitato di fare nel mio blog), con problematiche di ORM e/o database Object Oriented.
    Programmo dal 1982, sono un professionista da oltre 14 anni, architetto in progetti importanti da almeno 10 anni, non credo nei linguaggi, che passano,
    ma nei metodi e nelle architetture, che restano.
    Mi associo, quindi (e non potrei fare altrimenti, dato che sul mio blog cerco di concentrarmi – purtroppo non abbastanza frequentemente, a differenza di quanto riuscite a fare voi – proprio su queste voci), ad argomenti come algoritmi, database, data mining, AI ( mio amore sempre sfuggito in ambito lavorativo, mio hobby, mia ossessione, mia speranza per il futuro, mia ispirazione primaria anche quando progetto sistemi di CMS o gestionali) , metodologie di sviluppo e, aggiungerei, di gestione di progetto (team da una parte, cliente dall’altra).
    Ai programmatori italiani serve un Code Complete, ai PM un Rapid Development (giusto per citare due testi che mi hanno colpito, nel passato, dello stesso autore, Steve McConnell e che, nonostante l’età, restano, a mio parere, ancora molto validi, anche senza le recenti ristampe rivedute ed adattate, così come Design Pattern è un riferimento dal 1994: quando si tratta di questi argomenti, non si invecchia mai, così come quando si tratta di algoritmi – magari nel tempo questi ultimi vengono incapsulati in una API e non si vedono più direttamente, ma è comunque fondamentale conoscerli, sia per derivare altre soluzioni per analogia, che per capire quale metodo dell’API sia meglio usare).
    Per quanto riguarda il formato pdf, mi trovate d’accordo, ma non tanto post per post (meglio, allora, un feed dell’intero articolo), ma come insieme di articoli, raccolti periodicamente, magari per argomento.
    Bye
    Depa

  20. Michele Simionato says:

    @depa: un ottimo post, che ci trova pienamente
    d’accordo. Perche’ non ci mandi un articolo sui
    temi che citi? 😉 L’abbiamo detto chiaro, cerchiamo
    collaboratori per i mondi Java e .NET.

  21. Grazie, Michele.
    Un articolo su tutti quei temi? 😉
    Comunque, volentieri, appena riesco a prendere un po’ di fiato (come dicevo, neppure a casa mia riesco a trovare troppo tempo per scrivere post abbastanza frequentemente…)
    Bye
    Depa

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