55 milioni di Euro a disposizione per startup italiane

Per far fronte alla mancanza di innovazione tecnologica in Italia, rispetto ad altri paesi industrializzati, il Ministero dello Sviluppo Economico ha indetto un bando per start up operanti nel settore high-tech.

In palio ci sono 35 milioni di Euro dal Fondo Speciale Rotativo per l’Innovazione Tecnologica (FIT) e altri 20 milioni di Euro dal PON Ricerca e Competitività 2007-2013, per finanziare start up operanti in alcune regioni del Sud (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia).

Per gli interessati, rimando al sito del Ministero dello Sviluppo Economico dove è presente l’annuncio ufficiale, che include il testo del decreto e gli allegati.

La notizia arriva come una boccata d’ossigeno per i molti aspiranti imprenditori nel nostro settore. Ci lascia anche con due speranze. La prima, è l’auspicio che questo sia solo l’inizio. Iniziative simili potrebbero portare ad una maggiore presenza di VC ed investimenti in start up italiane, per l’eventuale creazione di una sorta di Silicon Valley italiana. Non sarà facile, ma sperare costa poco.

La seconda speranza è che i fondi vengano dispensati in maniera meritocratica e imparziale. Dopo l’esperienza del “magna magna” dei fondi europei, mi pare lecito essere almeno in parte cauti nel predire il successo dell’iniziativa.

About Antonio Cangiano

Antonio lavora come Software Engineer & Technical Evangelist presso la IBM in Canada. È inoltre il direttore di Stacktrace.it, un internet marketing strategist, imprenditore del web, serial blogger, e autore di un paio di libri in inglese (recentemente Technical Blogging.) Puoi dare un'occhiata ai suoi progetti sulla sua homepage e seguendolo su Twitter.

Comments

  1. Essere solo in parte cauti mi sembra un atteggiamento molto molto ottimista…

  2. Invece di sprecarli cosi`, perche` non fanno qualche mossa del genere:

    Ridurre il costo di creare una SrL per *tutti*, e non solo per chi vince un bando o chi e` amico del ministero o in una regione o l’altra.

    In Oregon, mi ha costato $55 (piu` il costo di un libro che spiega come fare) fare una LLC (una SrL). In Italia, costa qualcosa come 100 volte di piu`.

    *Bleagh*

  3. Effettivamente David, si dovrebbe partire dall’incentivare lo spirito imprenditoriale, rimuovendo barriere per chi vuole provare. In Canada non è molto diverso. Quando andremo a fondare una corporation per ThinkCode.TV, ci costerà qualcosa tipo 600 dollari al massimo. Te lo immagini in Italia?

  4. Alessio says:

    …e 20 milioni al sud… ma in decenni di sprechi e soldi buttati ancora si insiste col sud? Se non portano giustizia non si riuscira’ mai a fare nulla, eppure si continuano a versare fiumi di denaro che poi “spariscono”….
    mi spiace ma questa iniziativa per me e’ solo spreco di denaro, 50 milioni che andrebbero usati meglio; buono lo spunto di David in proposito

  5. Non credo che il problema sia il costo della costituzione di una srl, che tolto il capitale si riduce ad un costo abbordabile anche a giovani soci squattrinati. I problemi insorgono appena usciti dallo studio del notaio: pressione fiscale, costo del lavoro, costo delle infrastrutture (affitti, TLC) ecc ecc. Aggiungete pure la scarsa propensione dell’italiano medio ad investire in tecnologia ed il quadro e’ completo. Qui nel centro italia se non hai almeno un cliente nella PA sei messo male…

  6. Da una prima lettura veloce della “burocratese” documentazione, mi pare che vengano finanziati i “macchinari”. Cioé rubinetti, pompe, sedie, impianti elettrici, ma non c’e’ niente per il software open source, ad esempio, o libri, o corsi di formazione, o giornate di sistemisti specializzati o programmatori senior … correggetemi se sbaglio.

  7. Alessio, per cortesia, non è una questione di Sud o Nord. E’ una questione di approccio sbagliato al problema.

  8. Da uomo del Sud non posso fare altro che dire che tutte queste azioni lasciano il tempo che trovano e che soprattutto in genere fungono più da ammortizzatori sociali che da veri e propri stimoli all’innovazione. Non basta innovare: ci vuole anche ci poi assorbe l’innovazione. Il problema grosso del meridione, e dell’Italia in generale, è che ad essere qualificata deve essere la domanda, non l’offerta.

  9. http://tinyurl.com/naz6p3
    è la mappa di un cavo sottomarino che collega mezzo pianeta e guardate un po’ da dove passa per giungere in Europa ? Io ho visto scavare per passare le fibre ottiche (progetto Socrates), nei primi anni 90 del secolo scorso in tutta la Sicilia… oggi a casa mia a stento arriva un’adsl da 4Mbit se la giornata e’ meteorologicamente “buona”, per lavorare nel 99% dei casi devo emigrare a Milano o Roma dove insistono i più grossi datacenter nazionali… mi chiedo quindi se sia il caso di sperperare ancora altro denaro pubblico per il Sud quando, al Sud, la stragrande maggioranza dei politici e degli alti dirigenti loro “scudieri” sa spiccicare una parola di inglese, ha difficoltà ad accendere un pc e ricevere un’email e ostacola continuamente chi intende promuovere idee innovative, perché il rischio è quello di “liberare” la gente dal giogo della disoccupazione e perdere i “favori elettorali”. Ergo, da persona che vive “ai Confini dell’Impero” dico NO! Basta con questi finanziamenti al Sud.

  10. ma se hai una “sede” in Sicilia ed una in Lombardia prendi i soldi da entrambi i fondi? 😉

  11. Semplice:

    TG5: “E veniamo ora alla storia di un imprenditore, tale Enrico T. denunciato per truffa per aver incassato finanziamenti destinati ai bambini poveri del sud.”

    Si sa che i tg modificano leggermente i dettagli 🙂

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