Vademecum al testing automatico/1
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Che differenza c’è tra unit test e acceptance test? In quali occasioni è opportuno scrivere uno unit test e quando invece è meglio scrivere un acceptance test?<br /><br />Queste sono domande tipiche e più che legittime quando un team inizia a muovere i primi passi nel mondo del testing automatico. Personalmente scrivo il mio codice attraverso il <a title="TDD @ wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Test-driven_development" target="_blank">TDD</a> ormai da parecchio tempo, ma mi è capitato di lavorare con team che scrivono test automatici solo dopo aver scritto il codice applicativo corrispondente. Non solo: uno sviluppatore o un team che si interessano al TDD tipicamente passano qualche tempo praticando <em>test-after</em>, prima di iniziare a muoversi <em>test-driven</em>. È un’evoluzione naturale quindi ed è un po’ come imparare a camminare prima di iniziare a correre. Spero che sia evidente che la mia netta preferenza va verso un approccio test-driven.<br /><br />Detto ciò, le informazioni che seguono costituiscono un approccio al testing pragmatico e volutamente non formalizzato: hanno l’obiettivo di aiutarvi nelle vostre attività quotidiane. Di conseguenza, le definizioni e i suggerimenti qui riportati non vogliono essere necessariamente a prova di bomba da un punto di vista formale, ma spero che possano essere efficaci nel vostro contesto professionale.<br /><br />Questa prima parte è concentrata sugli unit test.
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ThinkCode.TV, screencast di programmazione in italiano
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Dopo alcuni mesi di preparativi e qualche banner più o meno enigmatico apparso nel sito, sono pronto a parlarvi di un progetto importante che interesserà senza dubbio molti dei nostri lettori.
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Ieri è nato <a href="http://it.thinkcode.tv">ThinkCode.TV</a>, un sito dedicato alla creazione e vendita di screencast di programmazione in italiano (e in futuro in altre lingue). L’obiettivo principale del sito è di fornire degli strumenti didattici eccellenti per studenti e professionisti che intendono migliorare le proprie abilità e mantenersi aggiornati nel campo della programmazione.
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La baguette dell’LHC
<p><a href="/site_media/luambo/uploads/2009/11/07/Stacktrace2009-018_.jpg"><img src="/site_media/luambo/uploads/2009/11/07/Stacktrace2008-018-thumb_.jpg" border="0" /></a></p>
<p>Vignetta ispirata da una storia <a href="http://www.popsci.com/science/article/2009-11/bread-loving-bird-shuts-down-lhc" title="Baguette e LHC">vera</a> :-)<a href="http://www.popsci.com/science/article/2009-11/bread-loving-bird-shuts-down-lhc" title="Baguette e LHC"><br /></a></p>
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Contratti
<p>Il mio primo progetto fu un programma per la gestione della biblioteca di un paesino vicino al mio. Scritto nel 1985 prima con il mitico <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Ashton-Tate#Ashton-Tate:_IPO_and_dBASE_III_.281983.E2.80.931985.29">Dbase III</a> e poi con l'ancor più mitico <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Clipper_%28programming_language%29">Clipper 86/87</a> è ancora in uso dopo la bellezza di 24 anni. L'applicativo gestiva, anzi gestisce ancora!, libri, periodici, soci e prestiti. A suo modo, fin da allora faceva già il mail-merge, visto che la bibliotecaria scriveva in un form "Caro @NOME, ci deve restituire i @LIBRI il cui prestito è scaduto..." e a quel punto il programma stampava le lettere, con tanto di etichette per le buste, per tutti i soci ritardatari. Allora chiesi un compenso di ben 2.800.000 lire (la solita stima fatta prima e la solita fattura unica fatta alla fine).</p>
<p>Posso dire con orgoglio che, oltre che il mio primo lavoro <em>informatico</em>, fu anche il mio primo bagno di sangue! :-)</p>
<div class="figure"><img src="/site_media/luambo/uploads/2009/11/03/bagno-di-sangue.png" border="0" alt="Bagno di sangue" title="Bagno di sangue" /></div>
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