Segnali di vita per Stacktrace

Forse afflitto da un po’ di nostalgia per l’Italia, paese che ho lasciato 8 anni fa, verso la fine del 2007 ho deciso di lanciare un sito tecnico italiano. Sarebbe stato un blog a metà strada tra un magazine e un sito di news tecniche. Il mio entusiasmo per il progetto mi ha portato a coinvolgere alcuni dei migliori professionisti italiani nel campo dell’informatica. Un team forse mai visto prima in Italia.

Il progetto ha subito preso piede. Nel giro di pochi mesi abbiamo pubblicato più di cento articoli e ci siamo garantiti la stima e l’affetto di moltissimi lettori, parecchi dei quali hanno scelto di seguirci assiduamente tramite feed e via email.

Ho dedicato moltissimo del mio tempo libero al primo anno di Stacktrace. Sembrava quasi un secondo lavoro a tempo pieno. Il progetto era d’altronde molto ambizioso.

Purtroppo l’ambizione del progetto è stata in parte la sua rovina. I migliori professionisti italiani sono, quasi per definizione, impegnatissimi. Io stesso ho lanciato e lavorato a grossi progetti, particolarmente nel campo internazionale, costringendomi a dedicare sempre meno tempo a progetti in italiano. Se a questo aggiungiamo la natura a carattere volontario del progetto, è chiaro che non è possibile pretendere o imporre uno schedule regolare ai partecipanti.

In pratica, il mio interesse per Stacktrace è andato scemando negli anni e con esso, l’interesse del gruppo di bravissimi professionisti che hanno inizialmente contributo articoli.

Non considero Stacktrace un fallimento, perché nonostante l’ovvio declino nella pubblicazione nel 2010 e 2011, il sito ha continuato ad attrarre abbonati e interessati a nuovi articoli. Al momento il sito è infatti seguito da più di 13,000 persone in Italia via feed. Per tanti versi rimane un successo.

Cosa fare allora? Lasciare il progetto inattivo come un relitto del passato o riavviare il tutto in pompa magna? Nessuno dei due.

Avendo stabilito l’interesse dei lettori, sarebbe un gran peccato far rimanere il sito inattivo o chiuderlo del tutto. Altresì, rilanciarlo con grosse promesse come se non avessi imparato nulla dall’esperienza sarebbe un errore. Il modello originale non era molto sostenibile a meno di dedicare un numero di ore al progetto che non posso giustificare.

Stacktrace è da oggi un blog tecnico a cura di Antonio Cangiano. Questo significa che mi impegno formalmente a cercare di pubblicare notizie ed articoli importanti io stesso. Rimane però aperto a volontari come sempre. Chi vuole una vetrina prominente in Italia, può averla pubblicando articoli che offrono valore ai lettori. Questi contributi possono essere a titolo di guest blogger, con tanto di biografia promozionale in fondo agli articoli (la cosiddetta author boxresource box).

Pubblicando diversi articoli, è possibile poi diventare autori regolari che hanno accesso diretto alla pubblicazione di nuovi contenuti, senza dover passare per un processo di approvazione.

L’idea di base è che non perdo tempo a cercare di convincere altre persone a scrivere regolarmente. Semplicemente, do il buon esempio facendolo io stesso con una certa regolarità (diciamo che il sito dovrà avere almeno un nuovo articolo al mese, per non ricadere in facili promesse difficili da mantenere). Se altri vorranno contribuire, sarò lieto di farli partecipare (a dire il vero già un paio si sono candidati).

Per semplificare il processo di pubblicazione e la collaborazione con autori esterni, ho trasformato il sito da una soluzione custom a una standard: l’usatissimo WordPress (con l’aiuto esperto di Ludo). In questo modo il workflow sia per gli autori sia per me sarà molto meno macchinoso. Sarà inoltre possibile personalizzare la pagina individuale dell’autore, una feature tanto richiesta ma purtroppo mancante dal sistema usato in precedenza.

Come in passato, chi contribuisce al sito lo fa senza ricompensa economica. A differenza del passato, ora gli autori hanno la possibilità di utilizzare i propri articoli per pubblicizzarsi (nella sopracitata author box).

Ripeto, queste non sono grosse promesse di pubblicare decine di articoli a settimana. Se altri vorranno partecipare, forse tu stesso caro lettore, potremo realizzare la visione iniziale del progetto senza che vengano i capelli bianchi  a nessuno. Più lentamente senza dubbio, ma anche con più serenità e senza imporre tour de force a me stesso o altri autori.

Tra i vari cambiamenti tecnici, c’è anche il passaggio a un server dedicato che dovrebbe offrire al sito prestazioni di gran lunga migliori.

Nel rinnovo, ho messo un pizzico di social media. Ti sarei grato se mi aiutassi a far ripartire il progetto condividendo questo post e usando i vari bottoni di sharing alla sinistra qui sotto (per l’articolo) e alla destra (per il sito). In particolare, se sei un fan o anche solo un simpatizzante di Stacktrace, ti chiederei di seguire il progetto su Twitter, dargli un +1 e un pollicione all’in sù per Facebook, nella barra laterale a destra di questo articolo.

Ti ringrazio in anticipo per la fiducia dimostrata in questi anni. Finalmente, Stacktrace riparte.

About Antonio Cangiano

Antonio lavora come Software Engineer & Technical Evangelist presso la IBM in Canada. È inoltre il direttore di Stacktrace.it, un internet marketing strategist, imprenditore del web, serial blogger, e autore di un paio di libri in inglese (recentemente Technical Blogging.) Puoi dare un'occhiata ai suoi progetti sulla sua homepage e seguendolo su Twitter.

Comments

  1. In bocca al lupo, mi sembra una mossa sensata!

    PS – ti sei fatto aiutare dall’Accademia Italiana Osteopatia Tradizionale? :D

  2. Si sentiva la mancanza di Stacktrace, sono contento sia rinato :)

  3. In bocca al lupo, solo questo!

  4. Buontornati! Sigh! :)

    Welcome back!

  5. Havelock Vetinari says:

    Speriamo questa volta continui.. :D

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