Il vero nemico degli artisti in rete

Alcuni artisti italiani di vecchia data hanno rilasciato un video contro la pirateria digitale. Mi spiace apprendere di questo video perché vede la partecipazione di alcuni artisti che stimo e apprezzo da tempo, come Battiato e Vecchioni.

La tesi del video è che la pirateria impedisce agli artisti di fare cultura. Tra i vari punti, emerge che gli artisti non avrebbero insomma modo di esprimersi a causa della mancanza di acquisti legittimi dei propri album. La soluzione proposta è quella di stampo radicale americano, come la citata chiusura del sito Megaupload (prima ancora di un processo) e allo stesso modo di ogni altro sito che contenga o linki in qualche modo al contenuto pirata.

Per Battiato, Vecchioni, Ron e altri big della musica italiana la pirateria digitale è sicuramente un problema e non offre molti vantaggi. Sono così ben noti e pubblicizzati, che la pirateria digitale comporta loro pochi vantaggi nel diffondere la propria musica. Si tratta di un problema da ricchi e famosi, o più precisamente un problema di ottimizzazione. Nella loro ottica le vendite non sono più ottimali, visto che i giovani possono acquisire gli albumi gratuitamente tramite internet.

Questi illustri cantanti sono passati da un’epoca in cui la maggior parte dei loro utenti non aveva scelta ma ottenere i loro dischi pagandoli profumatamente, a una in cui scaricare gratis è un’opzione (anche se magari moralmente e legalmente discutibile).

Non prendiamoci in giro però. Questi grandi della musica fattureranno anche qualche milione di Euro in meno a causa di torrent, usenet, e i siti di file sharing; ma non sono in nessun modo limitati nell’esprimersi musicalmente e artisticamente.

Si potrebbe poi esplorare come le label musicali non si siano adattate (nel senso darwiniano) alle nuove tecnologie, come la pirateria spesso risponde alle esigenze dell’utente meglio di contenuti offerti tramite DRM, come offrire un valore aggiunto a chi acquista legittimamente può essere una strategia per combattere la pirateria tra i fan, e così via. Ma non è il punto della questione. La pirateria esiste perché può esistere.

Il punto è che il vero nemico degli artisti, particolarmente quel 99% di artisti non ancora affermati o ben conosciuti, non è la pirateria. Il nemico è essere ignorati. Il nemico è il rilasciare un album e scoprire che nessuno lo ascolta. Riuscire a promuoversi e farsi ascoltare è la vera sfida dei giovani artisti, più che l’incassare fino all’ultimo centesimo da chi li ascolta. In questo senso, la pirateria danneggia Vecchioni, Vasco, Renato Zero tanto quanto può agevolare giovani cantanti a farsi ascoltare maggiormente.

In fondo se gli utenti sono liberi di provare ed ascoltare molti artisti perché il costo è pressoché nullo, le chance di essere scoperti sono maggiori. Sulla stessa lunghezza d’onda ci sono iniziative come rendere il proprio album disponibile gratuitamente sul proprio sito o lasciare ai visitatori la scelta di quanto pagare. Per guadagnare inizialmente ci sono sempre le gig locali, le versioni a più alta qualità o firmate per i fan più accaniti, i concerti, le magliette, e così via. Il guadagno per sé non è sbagliato, anzi, distingue un hobby da una vera e propria professione. Ma non deve essere usato a discapito o come distrazione da quella che è la vera lotta: attrarre un’audience.

Questo è un discorso di marketing più che di morale della pirateria. È un discorso sul vero problema che gli artisti (e gli autori di contenuto protetto dal copyright in genere) devono affrontare. Lo dico da autore di due libri tecnici e non da musicista. Il mio primo libro, seppur molto apprezzato, ha venduto davvero poche copie ed è stato per lo più ignorato per una serie di motivi. Il mio secondo libro, rilasciato un mese fa, era disponibile in versione aumm aumm una settimana dopo la sua pubblicazione ufficiale. Pur non trattandosi di musica, vi posso garantire che il silenzio del primo libro è di gran lunga più problematico della pirateria del secondo, che a quanto pare, è voluto dagli utenti legittimi tanto quanto dai pirati.

About Antonio Cangiano

Antonio lavora come Software Engineer & Technical Evangelist presso la IBM in Canada. È inoltre il direttore di Stacktrace.it, un internet marketing strategist, imprenditore del web, serial blogger, e autore di un paio di libri in inglese (recentemente Technical Blogging.) Puoi dare un'occhiata ai suoi progetti sulla sua homepage e seguendolo su Twitter.

Comments

  1. Giovanni says:

    Se guardiamo alla storia gli artisti hanno sempre dovuto faticare per guadagnare denaro. Ricordate ? “Carmina non dant panem” si diceva. La cultura fluiva liberamente e Omero non ha mai preso il becco di un quattrino. Dante credete che si sia fatto una villa a Fiesole con i proventi delle Divina Commedia ? O vogliamo parlare del Manzoni ? Ville sul lago di Como e lavanderie sull Arno ? Poi pensate a gente come Mozart o Verdi o Leonardo da Vinci. Tutti di serie B perchè non facevano soldi. Eppure la loro opera è conosciuta ed è cultura viva e ha formato la nostra civiltà insieme a quella di un incredibile numero di artisti minori grazie alla libertà di conoscnza che c’era pur con una povertà di comunicazione estrema. Ora guardate gli “artisti” attuali. Gonfiati di soldi, aggrappati alla loro celebrità, spocchiosi nei confronti di tutti e di tutto. Credono di essere più bravi. Forse a volte. Spesso sono solo stati più fortunati per aver conosciuto la persona giusta, aver trovato l’amico potente e aver fatto la marchetta nell show che conta.
    Ben venga la pirateria se è la medicina contro questa cultura che si prostituisce. Se spariranno artisti famosi ne emergeranno altri: meno avidi e più disposti a trarre dalla propria arte soddisfazione, fama e riconoscenza invece che solo denaro. Internet è la nostra possibilità di riappropriarci di una libertà espressiva che è stata soffocata per troppo tempo. Mi spiace per le celebrità ma il tempo passa e si cambia.

  2. Antonio, sono assolutamente d’accordo.
    Se mi permetti, un ragionamento: se la copia pirata è amica dei nuovi artisti mentre gli artisti affermati sono nemici della copia, si potrebbe dire che gli artisti affermati siano nemici dei nuovi e non affermati ?

    In base a questo ragionamento la lotta alla pirateria potrebbe avere ben altri vantaggi per chi è gia al vertice rispetto al millantato (ed irrealistico) aumento del fatturato.

  3. Havelock Vetinari says:

    AHAHAHAHAHAH “Artisti” AHAHAHAHAHAHAHAHAHA
    Se quelli sono “artisti”… :D

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