Il cubetto


Diversi anni fa — forse addirittura il secolo scorso — recuperai in non so più che fiera un piccolo puzzle costituito dalle sei facce del cubetto che vedete nell’immagine qui a fianco.
Dal punto di vista formale possiamo considerarlo come un cubo di lato 6. Su un solo lato di ogni faccia, di spessore 1, è impresso il nome dello sponsor. L’obiettivo del puzzle è incastrare le sei facce in modo da ricostruire il cubetto originale.

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Progetto Eulero: Problema 15

Quindicesimo problema di Eulero. Dopo aver affrontato in sequenza i primi tre problemi del progetto Eulero, per mantener fede alla nostra onorata aperiodicità saltiamo a piè pari al problema numero 15.

Con questo problema abbandoniamo, almeno in apparenza, numeri e sequenze e per la prima volta affrontiamo un enunciato che richiede un’immagine:

Partendo dall’angolo in alto a sinistra in una griglia di dimensione 2 per 2, ci sono 6 percorsi che vanno (scendendo o verso il basso o verso destra, senza mai tornare indietro) fino all’angolo in basso a destra:

Griglia 2x2

Quanti percorsi simili ci sono in una griglia di dimensione 20 per 20?

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La ballata del programmatore

Mettete assieme una divertentissima ballata di Erix Colombini e un programmatore musicista come Marco Di Francesco ed ecco il risultato.

Se l’avete ascoltata e vi è piaciuta, vi consigliamo anche la mitica ballata del Grande Razzinga, composta tempo fa ma tornata prepotentemente d’attualità dopo le ultime vicende dell’Università della Sapienza.

L’insostenibile leggerezza della legge

L’informazione in rete in questi giorni si è più volte occupata del famigerando — se non già famigerato — emendamento all’articolo 70 della legge sul diritto d’autore.

Il noto blog dell’avvocato Scorza descrive benissimo la situazione: non è tanto il sospetto che ci siano interessi dietro a questa norma, quanto la certezza della quasi totale incompetenza in materia dei nostri legislatori (ecco, l’ho detto!).

La modifica dell’articolo 70 all’origine dalla levata di scudi è la seguente:

“1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma.

Non è tanto la limitazione all’uso didattico o scientifico che lascia interdetti quanto i termini “bassa risoluzione o degradate“. A quello che è il mezzo di comunicazione del futuro, vengono incredibilmente tarpate le ali rispetto a ciò che è invece possibile fare via carta o via televisione.

Personalmente l’unica consolazione è la quasi certezza che una legge così assurda non può per definizione essere fatta rispettare: se ho delle immagini su un server virtuale americano? E chi definisce il grado di degrazione sufficiente? E se faccio pagare l’accesso al mio sito specificando che le immagini sono gratuite e consultabili senza pagamento?

Mah…

Come si danno le notizie in Italia


Oggi è apparso un articolo su alcuni giornali online che riguarda il problema dello spam. La notizia sembra effettivamente interessante per cui abbiamo provato ad indagare direttamente sul sito del Garante della Privacy.

Il riferimento che abbiamo trovato è una newsletter del 4 gennaio 2008. La somiglianza tra le varie versioni è notevole per cui è chiaro che la fonte della notizia è proprio la newsletter del Garante.

Il provvedimento è relativo ad una società di telemarketing di Frosinone che aveva inviato dei fax pubblicitari a numeri di fax raccolti su elenchi pubblici, ritenendo quindi che non fosse necessario il consenso all’uso di tali dati. Il garante ha vietato alla società l’uso di tali numeri per l’invio di materiale promozionale e nessuna multa è stata comminata alla società in questione.

La curiosità notevole è che la sentenza a cui la notizia fa riferimento è del 4 ottobre del 2007 — Stacktrace non era ancora nato — e apparentemente nessun altro giornale online l’ha nel frattempo pubblicata.

Quando si dice la tempestività…

La dipendenza dei geek


Uno degli aspetti che contraddistinguono un geek è la capacità innata di dedicarsi ai problemi che lo appassionano (ricordate l’etimologia del suo nome?). Qualcuno lo potrebbe definire tempo perso, ma se pensiamo che spesso si impara qualcosa e contemporaneamente ci si diverte, la realtà è che si tratta di tempo speso benissimo.

Da quando il nostro direttore, Antonio Cangiano (autore della foto), ha pubblicato il bell’articolo sul progetto Eulero, molti geek — compreso chi scrive — stanno avendo diversi problemi nella gestione dei rapporti con le rispettive famiglie. Abbiamo informazioni certe di qualcuno che, invitato al cenone di Natale a casa dei genitori e approfittando di un momento di stanca tra una portata e l’altra, è volato al computer del padre, ha scaricato e installato Python e ha risolto un paio di problemi al volo.

Se vi appassionate alle sfide matematiche, geometriche, topologiche e vi piace programmare, fate molta attenzione e pensateci due volte prima di visitare il sito del progetto Eulero.

Rilasciata la versione 8.5 Tcl/Tk

Dopo ben 5 anni di sviluppo è uscita la nuova major release di Tcl/Tk.

Al limite tra il vaporware e il neverware, la nuova versione della suite Tcl/Tk, costituita dalla combinazione del linguaggio di scripting Tcl e dei widget grafici Tk, introduce una serie di innovazioni tra cui:

  • una maggiore velocità dell’interprete (10% rispetto alla versione 8.4)
  • supporto per interi a dimensione arbitraria
  • un motore per la gestione di temi
  • nuovi widget

Personalmente non so quanto futuro possano avere le interfacce grafiche pesanti e la 37esima posizione nell’indice Tiobe per Tcl/Tk indica che la sua popolarità non è certo in ascesa.

Vedremo se questa nuova uscita riuscirà a dare nuova linfa alla suite.

Deliri da geek…

Geco Quando ho proposto in redazione di introdurre ogni tanto (non dimenticate che siamo un aperiodico: se non c’è nulla di interessante da scrivere non scriviamo nulla) un problema geek da risolvere, ho ricevuto come risposta una marea di consensi. Dev’essere insito nell’anima più profonda del geek, o meglio dell’hacker, il gusto di risolvere problemi assurdi solo per il gusto di farlo.

Ma non c’è solo questo di strano nella testa di chi gestisce Stacktrace. Senza fare nomi vi racconterò alcuni comportamenti da geek, veri e propri casi di vita vissuta dai redattori di Stacktrace.

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Il computer più fedele di un cane

aiboNavigare nel web è a volte una definizione troppo riduttiva perché di solito quando si naviga si sa dove si va e come ci si vuole arrivare. Per questo dirò che oggi mentre vagabondavo a cavallo del mio fidato browser sono capitato non so come su una pagina che racconta una storia davvero particolare.

Qualche anno fa in una webfarm come molti di noi ne hanno viste, piena di cavi e di server di ogni sorta, un computer proprietario che si occupava di processare e comunicare alle banche le transazioni con carta di credito, aveva cominciato a fare le bizze e sempre più spesso si bloccava brutalmente, senza nemmeno rispondere ad un semplice ping. Erik, l’amministratore di rete, puntualmente spegneva il computer quando si accorgeva del blocco. Putroppo però il servizio doveva essere attivo 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.

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Smiley e parentesi non vanno d’accordo

Smiley
Se siete anche voi tra coloro che utilizzano le mitiche faccine o smiley vi sarà probabilmente capitato di doverle inserire in fondo ad una frase e all’interno di una parentesi (una cosa come questa per intenderci 🙂 ).

Se siete anche voi uno smanettone o geek avrete altrettanto probabilmente perso del tempo a decidere quale versione preferire: mettere una sola parentesi? Mettere uno spazio tra le due parentesi? Usare le parentesi quadre? Usare le faccine giapponesi ^_^ ?

Se è così non preoccupatevi per la vostra salute mentale, non siete soli al mondo. Oltre a noi esistono almeno altri due matti che hanno sviscerato il problema (e a giudicare dal numero dei commenti che ognuno di loro ha scatenato, la questione assurge a livello di problema importante dell’informatica 🙂 ).

A proposito di geek, chi l’avrebbe detto che la sua etimologia è probabilmente il Geco, animale noto per la sua capacità di incollarsi alle cose?