Errare humanum est perseverare diabolicum

Doverosa premessa

In questo articolo troverete luoghi comuni, semplificazioni, banalità. Con l’aggiunta di una giusta dose di frustrazione e di rabbia da parte dell’autore, possiamo tranquillamente definirlo un rant.

Alitalia

Qualche giorno fa ho letto un’inchiesta del Sole 24 Ore. La frase che mi ha colpito è stata questa: il «rapporto contrattuale con Accenture avviato nel 2005, finalizzato al progetto di ristrutturazione del sistema amministrativo-contabile, per circa 30 milioni di euro complessivi». E poi quest’altra: «Per il restyling, “svolto in collaborazione con la sola agenzia di comunicazione”, Saatchi & Saatchi, la compagnia – ha detto Libonati – ha sostenuto “per disegni e realizzazione dei nuovi materiali”, il costo complessivo di 520mila € tra il 2005 e il 2006».

Partiamo dal «restyling del marchio», quello che è costato 520mila €. Ecco le due versioni:

Logo vecchio

Logo del 1969

Logo nuovo

Logo del 2005

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I 7 peccati capitali del recruitment di hacker

La ricerca di personale IT è un processo piuttosto delicato che può avere un impatto significativo sul futuro di un’azienda. In questo articolo analizzerò sette errori piuttosto comuni, riferendomi in particolar modo all’assunzione di sviluppatori, anche se non v’è ragione di pensare che altri impiegati del settore IT, come sistemisti e database administrator (DBA), seguano dinamiche fondamentalmente diverse.

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Microsoft OPA su Yahoo!

È proprio l’anno delle grandi acquisitions questo 2008. Dopo Nokia-Trolltech, Oracle-BEA e Sun e MySQL arriva il lancio di un OPA (Offerta di Pubblico Acquisto) di Microsoft per Yahoo!.

L’offerta ammonterebbe a 44 miliardi di dollari e durante il pre-trading a wall street le azioni Yahoo! sono salite del 53%. Lo scenario futuro sicuramente vedrebbe l’ulteriore ingigantimento di Microsoft, specialmente nell’ambito dei motori di ricerca e del Web, non dimentichiamo infatti che Yahoo! rappresenta tutt’ora il sito internet più visitato in assoluto a livello mondiale. Sarà interessante vedere la reazione di Google e degli altri concorrenti in seguito a questa acquisizione.

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Nokia acquisisce Trolltech

L’inizio di quest’anno sarà sicuramente ricordato come uno dei più caldi per le acquisizioni di società tecnologiche: dopo Sun/MySQL e Oracle/BEA, la notizia bomba di oggi è che Nokia ha acquisito Trolltech, l’azienda norvegese che ha sviluppato Qt, l’ambiente grafico utilizzato tra gli altri da KDE e OPIE, e Qtopia, il sistema operativo basato su Linux per PDA che ha sicuramente giocato un ruolo importante nella decisione di Nokia. E’ presto per azzardare commenti e analisi (che fine farà S60? vedremo un port di Qt per Symbian?), se non siete bloccati in ufficio fate però a tempo a seguire la fine della conferenza stampa di Nokia, e quella di Trolltech. Anzi, se riuscite a seguire le conferenze stampa teneteci aggiornati nei commenti.

Sun compra MySQL

La notizia bomba di oggi è che Sun ha appena annunciato l’acquisto di MySQL per un miliardo di dollari. L’unica citazione per ora è su O’Reilly Radar, ma credo che fra non molto quando di là dall’oceano inizierà la giornata saremo inondati di commenti. È ovviamente ancora troppo presto per capire se e cosa cambierà in MySQL dal punto di vista strategico e nel rapporto con clienti ed utenti, quello che è certo è che Sun sta proseguendo nella strategia di investimenti pesanti in progetti (parzialmente, almeno nel caso di MySQL) Open Source, e che da oggi MySQL sarà una soluzione più facilmente spendibile all’interno di ambienti Enterprise. Una piccola domanda a margine della notizia: che farà Oracle con InnoDB?

Aggiornamento. La posizione ufficiale di Sun sul blog del CEO Jonathan Schwartz.

Benchmark investe 3,5 milioni in Engine Yard

Il logo di Engine YardBenchmark Capital è uno dei maggiori VC in Silicon Valley, con un track record di investimenti di successo, tra cui colossi del calibro di eBay, MySQL e Second Life. Alcuni giorni fa, Benchmark ha annunciato il finanziamento dell’azienda californiana Engine Yard, per tre milioni e mezzo di dollari. Cerchiamo di capire se in un clima da hype e fianziamenti facili (a patto di essere buzzword compliant e situati in uno startup hub statunitense) questo evento si distingue in qualche modo dalla maggior parte degli altri investimenti osservati finora.

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Quanto conta la locazione per una startup?

La testata Found|Read parla in un suo articolo di un un post ad opera di David Altounian, CEO di iTaggit, su quanto pesi la locazione di una startup e se si possa mai arrivare all’indipendenza da questo fattore, specialmente quando si parla di “funding”. L’autore, la cui compagnia risiede a Austin (come Dell del resto …), elenca i pro e contro, e sembrano tutti abbastanza ragionevoli.

Da italiano entrambi gli articoli fanno abbastanza sorridere, e chiunque abbia aperto una startup in Italia può ben comprendere i motivi di questa euforia. In Italia le startup sono self-funded praticamente per definizione, nessun VC/AI (figura nell’80% dei casi statunitense) investirà mai in un prodotto tecnologico italiano se non dopo che è stato finito, lanciato e parzialmente monetizzato.

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36 consigli per una startup di successo

Buona parte della mia mattinata di ieri è stata occupata dalla lettura di un interessante articolo comparso su ReadWriteWeb a firma di Alex Iskold, che oltre ad essere una penna arguta è anche un serial entepreneur (la sua precedente società è stata acquisita da IBM nel 2003, ora è CEO di AdaptiveBlue).

L’articolo da 36 consigli su come aprire una startup di successo. Chiaramente non esiste una ricetta vincente, ma l’articolo può aiutare a chiarirsi le idee e, per chi fosse intenzionato a rischiare il tutto per tutto, ad evitare di fare errori estremamente comuni.

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Comprate un iPhone, saltate le code

Apple sta preparando il terreno per le innovazioni dell’anno nuovo, ed un articolo su Forbes ci fa sapere che tra le richieste di brevetto depositate lo scorso 20 Dicembre ce n’è una molto interessante: il “salta code”.

Tramite il vostro gadget wi-fi preferito della casa di Cupertino, iPhone ad esempio, potrete avvicinarvi ad uno Starbucks, ed ordinare una bevanda tramite la connessione senza fili.

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Il cambiamento dei modelli di distribuzione della musica

Con la sempre maggiore diffusione del digitale il settore discografico sta subendo profondi cambiamenti sia per quanto riguarda i modelli di distribuzione della musica che per i propri modelli di business.

La musica è un bene intangibile, non richiede nulla per essere riprodotta e di conseguenza risulta molto facile eseguirne copie fedeli all’originale a differenza del passato in cui era veicolata esclusivamente tramite supporti fisici (vinili e musicassette) i quali consentivano un (relativamente) lento propagarsi di copie illegali.
Con l’avvento del compact disc e più tardi di internet il trend ha subito una forte accelerazione fino ad alcuni esempi limite di brani/album disponibili illegalmente prima ancora dell’uscita nei negozi.

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