Vademecum al testing automatico/1

Che differenza c’è tra unit test e acceptance test? In quali occasioni è opportuno scrivere uno unit test e quando invece è meglio scrivere un acceptance test?

Queste sono domande tipiche e più che legittime quando un team inizia a muovere i primi passi nel mondo del testing automatico. Personalmente scrivo il mio codice attraverso il TDD ormai da parecchio tempo, ma mi è capitato di lavorare con team che scrivono test automatici solo dopo aver scritto il codice applicativo corrispondente. Non solo: uno sviluppatore o un team che si interessano al TDD tipicamente passano qualche tempo praticando test-after, prima di iniziare a muoversi test-driven. È un’evoluzione naturale quindi ed è un po’ come imparare a camminare prima di iniziare a correre. Spero che sia evidente che la mia netta preferenza va verso un approccio test-driven.

Detto ciò, le informazioni che seguono costituiscono un approccio al testing pragmatico e volutamente non formalizzato: hanno l’obiettivo di aiutarvi nelle vostre attività quotidiane. Di conseguenza, le definizioni e i suggerimenti qui riportati non vogliono essere necessariamente a prova di bomba da un punto di vista formale, ma spero che possano essere efficaci nel vostro contesto professionale.

Questa prima parte è concentrata sugli unit test.

 

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ThinkCode.TV, screencast di programmazione in italiano

Dopo alcuni mesi di preparativi e qualche banner più o meno enigmatico apparso nel sito, sono pronto a parlarvi di un progetto importante che interesserà senza dubbio molti dei nostri lettori.

Ieri è nato ThinkCode.TV, un sito dedicato alla creazione e vendita di screencast di programmazione in italiano (e in futuro in altre lingue). L’obiettivo principale del sito è di fornire degli strumenti didattici eccellenti per studenti e professionisti che intendono migliorare le proprie abilità e mantenersi aggiornati nel campo della programmazione.

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Contratti

Il mio primo progetto fu un programma per la gestione della biblioteca di un paesino vicino al mio. Scritto nel 1985 prima con il mitico Dbase III e poi con l’ancor più mitico Clipper 86/87 è ancora in uso dopo la bellezza di 24 anni. L’applicativo gestiva, anzi gestisce ancora!, libri, periodici, soci e prestiti. A suo modo, fin da allora faceva già il mail-merge, visto che la bibliotecaria scriveva in un form “Caro @NOME, ci deve restituire i @LIBRI il cui prestito è scaduto…” e a quel punto il programma stampava le lettere, con tanto di etichette per le buste, per tutti i soci ritardatari. Allora chiesi un compenso di ben 2.800.000 lire (la solita stima fatta prima e la solita fattura unica fatta alla fine).

Posso dire con orgoglio che, oltre che il mio primo lavoro informatico, fu anche il mio primo bagno di sangue! :-)

Bagno di sangue

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Il management del software nelle microaziende/1

La letteratura informatica è piena di ottimi libri sul management del software. Se vogliamo, insieme alle tematiche più pratiche di ingegneria del software, il management costituisce uno di quegli argomenti sempre sulla “breccia dell’onda”. Tuttavia le varie metodologie presentate si scontrano nel caso delle microaziende con una realtà che raramente può essere sovvertita: la mancanza di budget. Ad esempio, nel caso del management dello sviluppo software molte delle ricette proposte si basano non solo su una forte disponibilità di programmatori molto preparati in seno all’azienda, ma anche su una gerarchia interna ben definita.

La scarsa disponibilità finanziaria non può tuttavia essere un alibi per non adottare delle politiche di gestione delle attività o strumenti e tecniche di sviluppo che possono rendere la vita migliore per tutti i componenti del team. Con questo articolo parte una serie in cui scopriremo quali azioni, prevalentemente dettate dal buon senso, possono essere intraprese per una corretta gestione delle attività di produzione software anche in presenza di risorse economiche molto limitate. L’idea, basata sull’esperienza dell’autore, è quella di mostrare che è possibile adottare dei criteri organizzativi semplici ma efficaci, che permettono di migliorare sensibilmente la qualità del lavoro svolto, l’organizzazione dell’azienda e la formazione del personale.

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Progetto ETROM/1

Con questo articolo si inaugura una nuova rubrica che speriamo possa incontrare i vostri favori. Sappiamo di non essere particolarmente originali, ma il termine Gola Profonda si è stampato in modo indelebile nel nostro immaginario collettivo per potervi sfuggire (a partire da film come Tutti gli uomini del presidente in avanti, che avevate capito!). E allora vi esortiamo, fate venire fuori il delatore che è in voi, spiate, denunciate, spargete fluido velenoso nascondendovi dietro allo pseudonimo Gola Profonda: noi vi garantiremo l’anonimato. Unica regola: nomi, aziende, luoghi… non ci interessano, non li vogliamo sapere, quello che vogliamo non è di certo diffamare nessuno, bensì stigmatizzare vizi profondi e superficiali virtù dell’IT di casa nostra.

Come al solito, mandate le vostre segnalazioni a info@stacktrace.it

ETROM

Questo diario di bordo è la storia di un team XP alle prese con un progetto in un contesto tradizionale. In qualche modo, è la storia di culture che a volte si confrontano e più spesso si scontrano. Oppure è più semplicemente la storia di ordinaria umanità alle prese con reciproche incomprensioni.
Il luogo del delitto è rappresentato da Sfiziosi Virgulti, software house di nicchia dal passato storico, in balia dei postumi della Gnù Economy, alla ricerca di un’identità che fa fatica a spiccare, in bilico tra moderne incertezze e antiche illusioni.

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Recensione di Implementation Patterns

Implementation Patterns CoverSono sicuro che da qualche parte sulla rete esiste il vademecum della recensione perfetta o un manuale per scrivere recensioni. Onestamente, preferisco raccontarvi il mio viaggio con il libro di Beck. Intanto una premessa: a partire dal cosiddetto Libro Bianco, ovvero “Extreme Programming Explained: Embrance Change” – prima edizione, ho letto tutti i libri che Beck ha pubblicato. Questo background mi ha sicuramente influenzato, ed è con queste lenti che bisogna approcciare la mia recensione di “Implementation Patterns”.

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Silver bullets

I video dell’Agile Alliance Functional Testing Tools Visioning Workshop sono online

Logo Agile Alliance Due mesi fa l’Agile Alliance ha organizzato un workshop dedicato a strumenti per test funzionali o, più in generale, test di accettazione (AAFTT 2007). Recentemente James Shore ha pubblicato il transcript del suo intervento controverso e nonostante i video siano in realtà online già da alcuni giorni, questa è l’occasione per fare il punto sulla querelle tra lui ed Elisabeth Hendrickson.

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Italian Agile Day 2007

Italian Agile Day 2007 Venerdì 23 novembre si è tenuto a Bologna l’Italian Agile Day. La manifestazione, giunta alla sua quarta edizione, rappresenta per una volta tanto un evento unico nel panorama internazionale: a partire dall’edizione del 2006 il suo organizzatore, Marco Abis, decise di tentare di allestire un evento totalmente gratuito e autofinanziato grazie a contributi volontari. Ancora una volta la comunità italiana ha risposto in modo entusiastico.

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