Introduzione al Perl Object Environment (POE)/2

L’articolo che segue è la seconda e ultima parte di questa introduzione al Perl Object Environment. La prima parte è disponibile a questo link.

Wheel e componenti

La prima classe di oggetti che possono aiutare a sviluppare più rapidamente le nostre applicazioni con POE sono chiamate Wheel. Si tratta di insiemi di event handler, che possono essere iniettati all’interno di una sessione per istruirla a reagire ad un più ampio insieme di stimoli senza dover faticare troppo. Un esempio semplice da seguire é quello che adopera la classe POE::Wheel::FollowTail. Si tratta di una wheel che aiuta a creare applicazioni che, come il comando UNIX tail, seguono l’evolversi di un file specificato.

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Introduzione al Perl Object Environment (POE)/1

Se vi siete sempre cimentati con script di shell, applicazioni web o semplici CGI — e questa è una sorte comune a molti programmatori Perl — allora siete probabilmente abituati a concepire i vostri programmi come una sequenza di operazioni che avvengono l’una dopo l’altra in maniera lineare, o al più pilotate dallo stato del sistema e dall’input fornito al programma.

Ci sono però tanti casi in cui un simile approccio non va bene: ad esempio tutto l’insieme delle applicazioni GUI, che devono essere reattive alle azioni dell’utente, e per le quali di conseguenza non è possibile individuare a priori una sequenza di operazioni da svolgere: l’impredicibilità dell’agire dell’utente, e la quantità di attori che devono modificare il proprio stato in base ad esse, impedisce — o rende molto difficile — usare il medesimo approccio che normalmente governa i programmi tradizionali. Altra categoria che può trarre beneficio da un approccio ad eventi è quella dei software che devono implementare protocolli di comunicazione con agenti esterni, come quelli di networking.

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Django 1.0

Powered by Django.

Il grande momento è finalmente arrivato: la versione 1.0 di Django, popolare framework per lo sviluppo di applicazioni web, è stata rilasciata.

Scritto in Python dai geniali Adrian Holovaty, Simon Willison, Jacob Kaplan-Moss e Wilson Miner, è stato inizialmente creato dagli sviluppatori dell’americana World Online nel 2003, dipartimento web di un giornale di Lawrence, una piccola città del Kansas.

Nel 2005 è stato rilasciato al pubblico sotto licenza BSD, riscuotendo un inaspettato consenso da parte di molti entusiasti sviluppatori web e non solo.

Il rilascio di questa ultima versione è destinato a far riscuotere a Django un ulteriore successo, dimostrando ai più timorosi di avere a che fare con un prodotto solido, stabile e maturo, adatto quindi ad essere utilizzato in ambienti di produzione.

Il contributo della comunità Django è stato fondamentale per raggiungere questo obiettivo: a distanza di un anno dall’ultimo rilascio ufficiale molti sviluppatori hanno contribuito utilizzando costantemente la versione in sviluppo, segnalando bug, inviando patch e partecipando allo sviluppo di numerose funzionalità.

La documentazione è stata notevolmente perfezionata, offrendo agli inesperti una guida completa al framework e fornendo tutte le informazioni necessarie agli sviluppatori che desiderano migrare i propri progetti all’ultima versione disponibile.

Non ci resta che consigliarvi caldamente il download e augurarvi buon divertimento!

Vipere preziose e pitoni stonati

Curioso come uno scrigno di gemme possa tendere al nido di vipere, mentre un covo di pitoni cerchi di comportarsi come un coro di cherubini, con risultati alterni.

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