Il vero nemico degli artisti in rete

Alcuni artisti italiani di vecchia data hanno rilasciato un video contro la pirateria digitale. Mi spiace apprendere di questo video perché vede la partecipazione di alcuni artisti che stimo e apprezzo da tempo, come Battiato e Vecchioni.

La tesi del video è che la pirateria impedisce agli artisti di fare cultura. Tra i vari punti, emerge che gli artisti non avrebbero insomma modo di esprimersi a causa della mancanza di acquisti legittimi dei propri album. La soluzione proposta è quella di stampo radicale americano, come la citata chiusura del sito Megaupload (prima ancora di un processo) e allo stesso modo di ogni altro sito che contenga o linki in qualche modo al contenuto pirata.

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Quel disastro chiamato Qtrax

In una notizia precedente abbiamo parlato del lancio da parte di Qtrax. Stando all’annuncio fatto a Cannes, Qtrax avrebbe permesso il download di più di 25 milioni di canzoni a partire dalla mezzanotte del 28 Gennaio. La realtà dei fatti è stata ben differente.

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Qtrax: l’incubo di Steve Jobs?

QtraxTra meno di mezz’ora Qtrax.com lancerà la beta del proprio software peer-to-peer per la condivisione di file musicali. L’evento è piuttosto significativo perché, per la prima volta nella storia della musica online, 25 milioni di canzoni saranno scaricabili gratuitamente e legalmente. Dopo alcuni anni di trattative, l’azienda Qtrax è infatti riuscita ad accaparrarsi un accordo con le quattro major discografiche: Sony&BMG, Universal, Warner ed Emi. Si tratta di una win-win situation, dove gli artisti e le loro case discografiche vengono pagati tramite la pubblicità generata dal sito e mostrata quando si ascolta una canzone, mentre gli utenti possono finalmente ottenere musica gratuitamente e senza il timore di ripercussioni legali.

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Il cambiamento dei modelli di distribuzione della musica

Con la sempre maggiore diffusione del digitale il settore discografico sta subendo profondi cambiamenti sia per quanto riguarda i modelli di distribuzione della musica che per i propri modelli di business.

La musica è un bene intangibile, non richiede nulla per essere riprodotta e di conseguenza risulta molto facile eseguirne copie fedeli all’originale a differenza del passato in cui era veicolata esclusivamente tramite supporti fisici (vinili e musicassette) i quali consentivano un (relativamente) lento propagarsi di copie illegali.
Con l’avvento del compact disc e più tardi di internet il trend ha subito una forte accelerazione fino ad alcuni esempi limite di brani/album disponibili illegalmente prima ancora dell’uscita nei negozi.

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