Introduzione a Sinatra

Il logo di SinatraNegli ultimi anni c’è stato un generale proliferare di framework dedicati allo sviluppo web scritti in Ruby. Il più celebre è senza dubbio Ruby on Rails, che si distingue sia per numero di utenti sia per la sua maturità e completezza.

Una delle principali ragioni di esistere per questi framework è che garantiscono lo sviluppo di applicazioni web in maniera rapida e pragmatica. Questo è possibile grazie al gran numero di funzionalità offerte e alle astrazioni che permettono al programmatore di concentrare gli sforzi sul proprio progetto senza doversi preoccupare di tutte quelle attività di basso livello, necessarie, ma che non hanno nulla a che vedere con la logica dell’applicazione (parsing delle richieste HTTP, controllo delle route, gestione degli errori, eccetera).

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IBM ha assunto Damien Katz

CouchDBAlcuni giorni fa IBM ha colto di sorpresa il mondo open source quando ha assunto Damien Katz, il creatore e lead developer del progetto CouchDB. Formulata in questi termini la notizia non è di per sé particolarmente notevole, visto che IBM assume regolarmente talenti provenienti dalla comunità del software libero. Ciò che rende la vicenda interessante è il tipo di lavoro offerto a Damien. Katz è piuttosto noto negli ambienti Lotus, in molti si sono quindi chiesti se l’assunzione avesse a che fare col gruppo di sviluppo Lotus, internamente ad IBM. Fortunatamente per i fan di CouchDB, Damien è stato assunto nel gruppo IBM Information Management e sarà quindi pagato per sviluppare a tempo pieno CouchDB.

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Le novità di Rails 2.0

Venerdì 7 dicembre è stata rilasciata,
dopo oltre un anno di sviluppo, la release 2.0 (subito seguita dalla 2.0.1 e
ora dalla 2.0.2)
di Ruby on Rails, l’ormai celebre
framework per lo sviluppo di applicazioni Web reso noto da progetti come Basecamp e Twitter, e adottato anche per il remake di A List Apart.

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Recensione di RESTful Web Services

restful web services
Se le parole web e servizio hanno un qualche significato per voi, dovete leggere
questo libro. Da copertina a copertina.

Sembra una introduzione melodrammatica ma in effetti è la mia conclusione. Leonard Richardson e Sam Ruby hanno fatto un ottimo lavoro mettendo insieme un libro che dà una struttura e una motivazione al termine REST e a tutto ciò che ne concerne.

REST, come sicuramente sapete, è uno stile architetturale per la progettazione di servizi web nel vero senso della parola. A me piace chiamarlo HTTP done right.

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SimpleDB versione ReST

Il bello di Internet è anche — soprattutto — questo: un colosso come Amazon lancia un nuovo servizio (SimpleDB); l’annuncio è importante e viene ripreso da migliaia di blog e testate specializzate; i più smanettoni iniziano a giocare con le API e pubblicano le prime critiche a come sono state disegnate; in pochissimo tempo viene stesa un’alternativa che è ovviamente libera e può essere implementata da Amazon. Vedremo nelle prossime settimane se l’inerzia delle grandi organizzazioni, e il fatto che l’architetto principale di SimpleDB sia stato assunto da Google qualche tempo fa, saranno più forti della qualità architetturale e del giudizio della community di sviluppatori. Nel frattempo, ripercorriamo quanto è successo nelle ultime 48 ore.

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Introduzione a ReST

Se non avete il tempo di leggere RESTful
Web Services
(di cui a breve pubblicheremo una recensione) o se
dovete convincere i vostri colleghi che il ReST non è quello che vi dà
la cassiera al supermercato, forse potrebbe interessarvi la bella introduzione di
Stefan Tilkov
pubblicata qualche giorno fa su InfoQ.

Con estrema sintesi ma molta chiarezza, vengono identificate le
caratteristiche fondamentali di un servizio restful e per
ognuna di esse viene dato un esempio concreto che mostra come
realizzare una API che la implementi. La brevità del testo comporta
ovviamente la mancanza di esempi più avanzati utili nella
pratica di tutti i giorni — ad esempio come filtrare un elenco di
risultati e le implicazioni nel farlo con una query string o
utilizzando il path — che non diminuiscono comunque il suo
valore di introduzione, o di «bigino» per chi ha già una certa
confidenza con ReST.