Intervista con Mikamai

Mikamai è un’azienda giovane che, puntando sull’open source e sui linguaggi dinamici, è riuscita ad affermarsi da subito e ad avere un discreto successo nel (notoriamente ostile) panorama italiano. In questo articolo parliamo con Giovanni Intini, cofondatore di Mikamai e nostro autore.

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Django 1.0

Powered by Django.

Il grande momento è finalmente arrivato: la versione 1.0 di Django, popolare framework per lo sviluppo di applicazioni web, è stata rilasciata.

Scritto in Python dai geniali Adrian Holovaty, Simon Willison, Jacob Kaplan-Moss e Wilson Miner, è stato inizialmente creato dagli sviluppatori dell’americana World Online nel 2003, dipartimento web di un giornale di Lawrence, una piccola città del Kansas.

Nel 2005 è stato rilasciato al pubblico sotto licenza BSD, riscuotendo un inaspettato consenso da parte di molti entusiasti sviluppatori web e non solo.

Il rilascio di questa ultima versione è destinato a far riscuotere a Django un ulteriore successo, dimostrando ai più timorosi di avere a che fare con un prodotto solido, stabile e maturo, adatto quindi ad essere utilizzato in ambienti di produzione.

Il contributo della comunità Django è stato fondamentale per raggiungere questo obiettivo: a distanza di un anno dall’ultimo rilascio ufficiale molti sviluppatori hanno contribuito utilizzando costantemente la versione in sviluppo, segnalando bug, inviando patch e partecipando allo sviluppo di numerose funzionalità.

La documentazione è stata notevolmente perfezionata, offrendo agli inesperti una guida completa al framework e fornendo tutte le informazioni necessarie agli sviluppatori che desiderano migrare i propri progetti all’ultima versione disponibile.

Non ci resta che consigliarvi caldamente il download e augurarvi buon divertimento!

Microformats, il lower-case semantic web /1

I microformats per fortuna non sono una rivoluzione, soltanto una
evoluzione. E una di quelle che servivano come il pane e l’acqua
quotidiani.

Uno dei dogmi più citati e meno seguiti dello sviluppo web odierno
è di usare il markup non solo come “involucro” di contenuti (o
peggio, come elemento grafico) ma come metadato in grado di
descrivere i contenuti stessi, sfruttando quindi le proprietà di
un linguaggio strutturale come XHTML per dotare il documento di
una semantica. In poche parole ciò significa usare i tag
appropriatamente in base al loro contenuto: il titolo del mio blog
sarà un tag h1, la lista dei miei libri favoriti sarà un tag li
all’interno di una lista ordinata o non, gli acronimi saranno
all’interno del tag acronym. Il buon vecchio Plain Old Semantic
HTML (da qui in poi POSH, per usare un acronimo caro agli autori
delle specifiche che stanno alla base dei microformats), condicio
sine qua non per definirsi buoni designer.

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Le novità di Rails 2.0

Venerdì 7 dicembre è stata rilasciata,
dopo oltre un anno di sviluppo, la release 2.0 (subito seguita dalla 2.0.1 e
ora dalla 2.0.2)
di Ruby on Rails, l’ormai celebre
framework per lo sviluppo di applicazioni Web reso noto da progetti come Basecamp e Twitter, e adottato anche per il remake di A List Apart.

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Netscape, è stato bello finché è durato.

Nel lontano 1998 AOL acquistò Netscape, la società autrice dell’allora famosissimo browser web, per la stratosferica cifra di 4,2 miliardi di dollari.

Ieri, 28 Dicembre 2007, la stessa AOL annuncia attraverso un post sul blog di Netscape la cessazione del supporto per lo storico browser.

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36 consigli per una startup di successo

Buona parte della mia mattinata di ieri è stata occupata dalla lettura di un interessante articolo comparso su ReadWriteWeb a firma di Alex Iskold, che oltre ad essere una penna arguta è anche un serial entepreneur (la sua precedente società è stata acquisita da IBM nel 2003, ora è CEO di AdaptiveBlue).

L’articolo da 36 consigli su come aprire una startup di successo. Chiaramente non esiste una ricetta vincente, ma l’articolo può aiutare a chiarirsi le idee e, per chi fosse intenzionato a rischiare il tutto per tutto, ad evitare di fare errori estremamente comuni.

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Recensione di RESTful Web Services

restful web services
Se le parole web e servizio hanno un qualche significato per voi, dovete leggere
questo libro. Da copertina a copertina.

Sembra una introduzione melodrammatica ma in effetti è la mia conclusione. Leonard Richardson e Sam Ruby hanno fatto un ottimo lavoro mettendo insieme un libro che dà una struttura e una motivazione al termine REST e a tutto ciò che ne concerne.

REST, come sicuramente sapete, è uno stile architetturale per la progettazione di servizi web nel vero senso della parola. A me piace chiamarlo HTTP done right.

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